4 posti dove ho mangiato bene a Venezia

i classici

Ogni tanto torno a Venezia per riempirmi gli occhi di bellezza. Ma anche per riempirmi la pancia e bere fiumi di Spritz! Seguono quattro indirizzi da segnarvi se avete intenzione di passare qualche giorno a Venezia, quattro posti in cui ho mangiato molto bene: un’osteria intima e creativa lontana dalle strade affollate di turisti, un bacaro con una vista speciale, un ristorante orientale che racconta attraverso il cibo i viaggi dei migranti che arrivano in Italia dal Medio Oriente, un piccolo (ma proprio piccolo) covo per amanti del vino con cucina a vista. Una breve lista work in progress di posticini deliziosi, che spero di allungare nel corso degli anni.

Osteria Anice Stellato

Una cena buonissima nel sestiere di Cannaregio, zona ghetto ebraico. Sestiere piacevole, lontano dal flusso di turisti di San Marco. Ho scoperto questo posto grazie alla pagina instagram di Inside Venice che con un post ha stimolato la mia curiositĂ . Ho fatto una breve ricerca online e ho prenotato un tavolo per due sul sito. Ingredienti locali, pesce fresco, bella scelta di vini. Cosa abbiamo mangiato? Un antipasto di Seppioline arrosto, crema di melanzane bruciate, zucchine, polvere di cozze. Come primo: Ravioli di ricciola, crema di cipolla bruciata, panko al miso, bottarga (per me); Tagliolini di grano arso, cappelunghe e il loro burro (per lui – li ho assaggiati pure io: divini, per me ridefiniscono il concetto del “si scioglie in bocca”). Calamaro farcito di pappa al pomodoro e pecorino, crema di zucchine e fagiolini (per me). Coppa di maiale, patate novelle, scalogno, salsa alla senape (per lui). Ogni piatto esplodeva di sapori. Siamo usciti dall’Osteria con la pancia piena – non c’era piĂą posto per il dolce – e super felici.

Osteria Anice Stellato. Fondamenta della Sensa, Cannaregio 3272 – Venezia

Osteria Anice Stellato

Osteria Al Squero

Cicchetti e spritz con vista su una delle ultime officine di gondole di Venezia, forse lo squero più famoso della città, uno dei pochi ancora in funzione. Tra un cicchetto e una chiacchiera con gli amici, guardi lo squerarolo lavorare a mano le gondole tirate a secco. Bello davvero. Nel tour dei bacari secondo me questo non può proprio mancare. Cicchetto preferito di entrambi: tonno e cipolle caramellate.

Osteria Al Squero, Dorsoduro, 943 – Venezia

Osteria Al Squero

Orient Experience

Cercavo un locale in cui mangiare vegetariano per una sera, e ho trovato molto di piĂą. Nei piatti di Orient Experience ho trovato le storie dei migranti e dei Paesi del Medio Oriente che hanno attraversato per arrivare in Italia, e i sapori di cui la loro cucina madre si è arricchita via via. La storia di com’è nato questo posto è bellissima (io l’ho letta qui). Inizia quando al Lido di Venezia arriva un regista afghano con due documentari sul suo Paese, e anni dopo riesce ad aprire un ristorante in laguna per mostrare come tante identitĂ  culturali diverse si incontrano a tavola, intorno al cibo, facendo nascere sapori speciali. Consigliatissimo.

Orient Experience, Rio TerĂ  Farsetti 1847/b – Venezia

CoVino

Disclaimer: ho pranzato qui nel 2022, nel mentre Andrea Lorenzon ha concluso la sua esperienza da CoVino e adesso stappa bottiglie al ristorante Pietrarossa, nel sestiere di Castello.

Un pranzo da leccarsi i baffi l’ho fatto da CoVino, un piccolo bistrot nel sestiere di Castello, con vista sulla cucina e una carta dei vini da paura. La prima cosa che attira lo sguardo appena seduti è l’abat-jour realizzata con una bottiglia di champagne Laurent-Perrier, e subito dopo la lunga fila di bottiglie di vino in bella mostra sopra il bancone della cucina, con i bicchieri appesi a testa in giĂą pronti per essere riempiti. Il menĂą proposto è originale, ed essendo la prima volta che andavo lì non sapevo davvero cosa scegliere tra antipasti, primi, secondi e così via. Ma quello che mi è piaciuto tantissimo di CoVino è che l’oste è così appassionato di quello che fa, conosce così bene la materia, che ci si può affidare totalmente alle sue mani in un menĂą “mangio quello che mi dici tu”. La brigata è particolarmente attenta alla materia prima, scelta tra prodotti locali e presidi slow food di tutta Italia. Le verdure arrivano dall’isola di Sant’Erasmo, dove un gruppetto di ristoratori della laguna coltiva un appezzamento di terra con l’iniziativa Osti in Orto. L’oste-sommelier Andrea Lorenzon passa da un tavolo all’altro parlando con tutti i commensali, sa dare ottimi consigli su che vini abbinare ai piatti scelti, dall’antipasto al dolce, e per tutta la durata del pranzo quasi mi è sembrato di stare seduta a tavola in famiglia.

CoVino, Calle del Pestrin 3829a – Venezia

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