
Le colonne giganti di Karnak, le colossali statue di Ramses del tempio di Luxor, la tomba di Tutankhamon alla Valle dei Re le avevo già viste centinaia di volte. Nei libri, nei documentari, nelle fotografie, sui social. Nei viaggi degli altri. Sapevo quanto fossero alte le statue e le colonne, e avevo un’idea abbastanza precisa di quello che mi sarei trovata davanti. O almeno così credevo. Perché poi sono arrivata in Egitto, mi sono trovata in mezzo alle necropoli e ai complessi templari e ho capito che nessuna fotografia avrebbe potuto prepararmi a quel momento. È una sensazione che mi ha accompagnata durante tutti i giorni trascorsi navigando sul Nilo, da Luxor ad Aswan. E poi a Il Cairo.

Mi sono chiesta se fosse la stessa meraviglia che provavano i viaggiatori egittomani dell’Ottocento, quando raggiungere l’Egitto – che in quel periodo era una destinazione estremamente affascinante per gli europei – significava intraprendere un viaggio lungo e impegnativo, e risalire il Nilo a bordo di un’imbarcazione a vela poteva richiedere settimane, se non mesi. La crociera sul Nilo era molto più di una vacanza allora: era un’avventura intellettuale e personale in un paese misterioso, monumentale e talvolta ostile, tra caldo, polvere e imprevisti, navigazioni interminabili in dahabiya tradizionali a noleggio, e scoperte archeologiche. Solo nel 1870 l’imprenditore Thomas Cook cominciò a trasformare questa esperienza in qualcosa di più simile a quel che è oggi, introducendo i battelli a vapore e i pacchetti turistici organizzati. Oggi però possiamo vedere praticamente ogni angolo del mondo senza muoverci da casa. Possiamo esplorare i templi di Karnak con un video, sorvolare la Valle dei Re con un drone, conoscere in anticipo perfino la vista che avremo dalla nostra cabina sull’imbarcazione che abbiamo scelto. Ha ancora senso allora fare una crociera sul Nilo? Quanto spazio rimane per lo stupore?

Dopo averla fatta questa crociera, credo che la risposta abbia molto a che fare con la differenza tra conoscere un luogo e viverlo. E con quella forma di meraviglia che, nonostante tutto, la tecnologia non è ancora riuscita a sostituire. Non è questione di scoprire luoghi che nessuno ha mai visto, perché è ovvio che così non è, ma di scoprire che cosa significa per noi essere lì. Il senso di meraviglia non dipende necessariamente dall’essere i primi a vedere qualcosa. Io ho passato una settimana come fossi dentro la centrifuga di una lavatrice. Tanti stimoli, visivi e non, tanta roba, tante lacrime di gioia. Ogni nuovo passo, un tuffo al cuore.

A Luxor mi sono svegliata che era ancora buio per raggiungere La Valle dei Re, e quando alle prime luci dell’alba ho visto per la prima volta quel deserto roccioso color ocra, l’emozione mi ha fatto tremare le gambe. Ad Abu Simbel, anche quel sito raggiungo all’alba dopo quattro ore di strada nel deserto, ho avuto la sensazione di fare un improvviso tuffo in un passato così lontano da sembrare impalpabile. Eppure quelle statue colossali erano lì, davanti ai miei occhi. Ai piedi delle colonne di Karnak ho provato un enorme senso di piccolezza.

Durante la navigazione, pur con tutti quegli aspetti poco romantici come il rumore del motore o la presenza di edifici moderni sulle rive, questo fiume dalla storia millenaria è riuscito a farmi ammutolire. Quando ho guardato il Nilo dal ponte della nave, il pomeriggio che da Edfu siamo salpati per raggiungere Kom Ombo al tramonto, mi sono resa conto che stavo osservando un paesaggio che ha affascinato generazioni di viaggiatori. Pensavo di conoscere già tutto. Ma in realtà non conoscevo niente. E non so niente neppure adesso. Ecco perché secondo me ha ancora senso oggi fare una crociera sul Nilo.

L’itinerario della crociera sul Nilo
- Giorno 1: siamo arrivati a Luxor in tarda serata e ci siamo imbarcati subito. Cena a bordo. Di Luxor non abbiamo visto quasi nulla mentre ci spostavamo dall’aeroporto alla nostra imbarcazione, se non qualche postazione di polizia. E’ una città scarsamente illuminata. Ci è rimasta la curiosità tutta la notte.
- Giorno 2: sveglia alle 4 del mattino (la sveglia presto e prima di presto è stata una costante di questo viaggio) per visitare i Colossi di Memnon, la Valle dei Re, il tempio di Hatshepsut, il Tempio di Karnak e il Tempio di Luxor. Una mattinata lunga, impegnativa e piena di bellezza. Abbiamo pranzato a bordo e ripreso la navigazione verso la chiusa di Esna, dove siamo arrivati al tramonto. Abbiamo approfittato del pomeriggio a bordo per fare un massaggio total body che col senno di poi ci sarebbe servito alla fine del viaggio, e non all’inizio. La vista dal ponte della nave era stupenda. Questo è stato il giorno delle lacrime per l’emozione ogni 3×2.
- Giorno 3: verso le due e trenta del mattino abbiamo attraversato la chiusa di Esna. Abbiamo sentito la nave che si muoveva e ci siamo svegliati per la curiosità. Superata la chiusa abbiamo proseguito la navigazione verso Edfu. La mattina abbiamo attraversato la città di Edfu e visitato il Tempio di Horus. Pranzato a bordo e proseguito la navigazione verso Kom Ombo. Ho amato quel pomeriggio di navigazione quanto e forse più di quello precedente. Osservare la natura e la vita quotidiana che ci scorreva affianco sulle rive è stato ipnotizzante. Il libro che avevo portato con me e che in teoria avrei voluto leggere a bordo non l’ho mai aperto. Guardavo sempre fuori, o dalla finestra della mia cabina o dal ponte della nave. Al tramonto arriviamo a Kom Ombo e visitiamo in notturna il tempio di Sobek, il dio coccodrillo, e i coccodrilli mummificati al Crocodile Museum. Cena egiziana a bordo e impostiamo la sveglia alle due del mattino perché nel frattempo navighiamo verso Aswan.
- Giorno 4: alle due ci chiamano in cabina per essere certi che ci svegliamo. Non abbiamo dormito un granché in realtà. Abbiamo preso i nostri zainetti Kanken Fjallraven, fedeli compagni di viaggio, la colazione al sacco che ci hanno preparato in cucina e abbiamo fatto circa 4 ore di strada nel deserto per arrivare ad Abu Simbel. Scoprire questo sito archeologico con le prime luci dell’alba è magico. Il disco solare compare lentamente all’orizzonte sul lago Nasser e la luce è magnifica. Un luogo straordinario. Siamo tornati ad Aswan dopo aver fatto una sosta nel mezzo del deserto. Prima del pranzo a bordo abbiamo fatto un’esperienza che non consiglierei: attraversare la strada per andare a un ATM. Ad Aswan e non solo le strisce pedonali sono un miraggio, ti devi buttare in mezzo alla strada sfidando i mezzi con una certa arroganza e sperare di raggiungere il marciapiede opposto sano e salvo. Sopravvissuti a questa avventura, dopo pranzo abbiamo fatto una bella crociera sul Nilo per vedere le vecchie cateratte, e poi abbiamo visitato un villaggio nubiano. Giornata stupenda.
- Giorno 5: finalmente ci siamo svegliati con la luce del giorno. Abbiamo preso una piccola imbarcazione per andare al Tempio di Philae, dedicato all’amore e alla dea Iside, che si trova su un’isola ad Aswan. Una mattinata stupenda. Nel pomeriggio abbiamo preso un volo da Aswan per raggiungere Il Cairo e proseguire lì il nostro viaggio.

