Un giorno a Suomenlinna, l’isola-fortezza di Helsinki

Una delle giornate più belle del mio viaggio in Finlandia l’ho trascorsa sull’isola di Suomenlinna. Una fortezza marina del XVIII secolo che è stata costruita dagli svedesi su un gruppo di isole davanti a Helsinki, per difenderla dagli attacchi russi. E che oggi è patrimonio mondiale dell’UNESCO. Mi è stata fortemente consigliata dalla mia amica che vive in Finlandia, che devo davvero ringraziare per l’ottimo suggerimento. Un ringraziamento speciale però va anche al meteo finlandese, che proprio quel giorno è stato clemente facendo uscire un bel sole e placando un pochino il vento. Per un giorno almeno.

Come arrivare sull’isola di Suomenlinna

Per arrivare sull’isola di Suomenlinna da Helsinki, basta salire su un traghetto a Kauppatori, la piazza del mercato principale, e lasciare che la città si allontani lentamente alle proprie spalle. Via via il rumore del porto svanisce, il mare prende spazio, il vento decide il tono della giornata (incrociate le dita). E in circa venti minuti si arriva a Suomenlinna. Pronti a esplorare le antiche mura, i bastioni, i tunnel, i musei.

Cosa vedere a Suomenlinna

Una volta sbarcati, il modo più semplice per orientarsi è seguire la Blue Route, l’itinerario principale indicato sulle mappe e sui cartelli. Attraversa la fortezza da nord a sud per circa un chilometro e mezzo, partendo dal molo principale e arrivando fino alla Porta del Re. Naturalmente, nulla vieta di abbandonarla per seguire un sentiero secondario, affacciarsi sul mare o curiosare tra le case.

Suomenlinna, infatti, non è soltanto una fortezza trasformata in attrazione turistica. È un vero quartiere di Helsinki, abitato da circa ottocento persone, con case, botteghe, laboratori, una biblioteca, una chiesa e perfino una scuola. Nei suoi ottanta ettari sono distribuiti circa duecento edifici appartenenti a epoche diverse, sei chilometri di mura e più di cento cannoni. Dietro una fila di fortificazioni possono comparire un giardino, una casa colorata o qualcuno che torna a casa con la spesa fatta in bottega.

il sommergibile Vesikko

Una fortezza tra Svezia, Russia e Finlandia

Per capire Suomenlinna bisogna ricordare che la Finlandia, per molti secoli, fece parte del Regno di Svezia. La costruzione della fortezza iniziò nel 1748, quando gli svedesi decisero di rafforzare le difese della costa finlandese di fronte alla crescente potenza russa nel Baltico.

A progettare il complesso fu Augustin Ehrensvärd, ufficiale e architetto militare svedese. Il suo piano prevedeva una serie di fortificazioni distribuite sulle isole e adattate alle loro forme naturali, insieme a una base per la flotta dell’arcipelago e a un grande bacino di carenaggio. Il risultato non è quindi una fortezza geometrica isolata dal paesaggio: mura, bastioni e terrapieni sembrano emergere direttamente dalla roccia.

All’epoca si chiamava Sveaborg, “fortezza della Svezia”, mentre in finlandese il nome venne trasformato in Viapori. Il progetto originario era molto ambizioso e avrebbe dovuto essere completato in pochi anni, ma i lavori continuarono per decenni e la fortezza non fu mai terminata esattamente come era stata immaginata.

La storia (in breve) di questa isola-fortezza

Se sapete già queste cose passate al prossimo paragrafo. Mentre se ho fatto errori, correggetemi nei commenti.

Nel 1808 Suomenlinna venne assediata dall’esercito russo e si arrese dopo scontri relativamente limitati. L’anno seguente la Finlandia divenne un Granducato autonomo dell’Impero russo e la fortezza rimase sotto il controllo di Mosca per oltre un secolo.

Furono i russi a costruire nuovi alloggiamenti militari e la chiesa della guarnigione, originariamente ortodossa e riconoscibile dalle sue cinque cupole a cipolla. Durante la Guerra di Crimea la fortezza venne bombardata per due giorni da una flotta anglo-francese, nell’agosto del 1855. Alcuni dei danni provocati dal bombardamento sono ancora leggibili negli edifici e nelle fortificazioni.

Dopo l’indipendenza della Finlandia, dichiarata nel 1917, la fortezza passò al nuovo Stato finlandese e nel 1918 prese il nome attuale: Suomenlinna, la “fortezza della Finlandia”. La sua storia più recente conserva anche una pagina molto dolorosa: durante la guerra civile finlandese vi fu istituito un campo di prigionia nel quale furono detenuti migliaia di combattenti e sospetti sostenitori delle Guardie Rosse.

Nel 1973 gran parte dell’arcipelago passò dall’amministrazione militare a quella civile e nel 1991 Suomenlinna entrò nella lista dei patrimoni mondiali dell’UNESCO, come straordinario esempio di architettura militare europea adattata a un paesaggio insulare.

all’interno del sommergibile Vesikko

Passeggiare tra bastioni e gallerie

Il bello di Suomenlinna è che la sua storia non è rinchiusa soltanto nei musei. Si cammina letteralmente dentro la fortezza, tra mura di pietra, cannoni rivolti verso il mare, passaggi voltati e tunnel scavati nei bastioni. E nonostante il suo passato militare, Suomenlinna non ha affatto un aspetto severo. Le fortificazioni sono ormai ricoperte da prati, fiori spontanei e arbusti. Gli uccelli marini si muovono tra gli scogli e, quando splende il sole, in tanti passeggiano tra le isole, fanno picnic o si siedono davanti al mare.

Passeggiando lungo il percorso blu si può osservare dall’alto il bacino di carenaggio, la cui costruzione iniziò nel 1750. È il più antico della Finlandia e uno dei più antichi bacini di questo tipo ancora in funzione al mondo. In passato servì alla flotta svedese, agli aerei e ai sommergibili finlandesi e alla costruzione di navi destinate all’Unione Sovietica come riparazioni di guerra. Oggi viene utilizzato soprattutto per il restauro di imbarcazioni tradizionali in legno.

Proseguendo verso l’estremità meridionale si raggiungono le fortificazioni di Kustaanmiekka. Qui il paesaggio si apre: da una parte i bastioni ricoperti d’erba e i vecchi cannoni, dall’altra il mare e le piccole isole dell’arcipelago.

Il percorso termina alla Porta del Re, considerata il simbolo della fortezza. Fu costruita tra il 1753 e il 1754 nel punto in cui era approdata la nave di re Adolfo Federico di Svezia, arrivato per ispezionare i lavori. Affacciata sullo stretto di Kustaanmiekka, è una porta monumentale incastonata nella roccia, con aperture per i cannoni, gradinate e lapidi commemorative.

dentro Vesikko

Il sommergibile Vesikko

Tra tutte le attrazioni di Suomenlinna, quella che mi è piaciuta di più è Vesikko. Un sommergibile adagiato sulla terraferma vicino alla costa. Venne costruito a Turku per la Germania e varato nel 1933 con la sigla CV-707. La Finlandia lo acquistò nel 1936, dandogli il nome Vesikko, e lo impiegò durante la Guerra d’Inverno e la Guerra di Continuazione, tra il 1939 e il 1944.

Dopo la guerra, il trattato di pace del 1947 vietò alla Finlandia di possedere sommergibili. Gli altri mezzi della flotta vennero demoliti, mentre il Vesikko fu risparmiato nella speranza di poterlo utilizzare in futuro per l’addestramento. Dopo un lungo restauro, nel 1973 venne aperto al pubblico come parte del Museo Militare.

Visitandolo si attraversano gli spazi di lavoro e di vita dell’equipaggio: motori diesel ed elettrici, siluri, cuccette, tubazioni e minuscoli passaggi. Tutto è così raccolto che viene spontaneo chiedersi come gli uomini riuscissero a trascorrervi intere giornate. Ho avuto la sensazione fisica di quanto dovesse essere claustrofobica la vita a bordo.

I musei di Suomenlinna

Sull’isola ci sono sei musei, ma visitarli tutti in una sola giornata significherebbe trascorrere molto meno tempo all’aperto. Secondo me conviene quindi sceglierne uno o due in base ai propri interessi.

Il Suomenlinna Museum è il punto di partenza migliore per comprendere la storia complessiva della fortezza. Racconta oltre 270 anni di vita sull’arcipelago attraverso oggetti, armi, utensili e materiali legati agli abitanti e ai soldati. Vi viene proiettato anche un filmato di circa venticinque minuti che riassume le diverse fasi della sua storia.

L’Ehrensvärd Museum è ospitato nell’antica Casa del Comandante, nel Grande Cortile. Ricostruisce la vita nella fortezza durante il periodo svedese attraverso arredi, ritratti, modellini navali, armi e oggetti del Settecento.

Il Museo Militare, allestito nel Manege e nell’Artillery Manege, è dedicato alla storia delle forze armate finlandesi, dall’indipendenza alle guerre del Novecento fino ai tempi più recenti. Il mio preferito.

il King’s Gate visto dall’interno

Dove mangiare e bere un caffè

Suomenlinna ha un numero di ristoranti e caffetterie decisamente superiore a quello che ci si aspetterebbe da una piccola comunità insulare. Le aperture, però, dipendono molto dalla stagione (vale lo stesso per i musei). Sul sito potete controllare quali sono aperti nel periodo in cui andrete.

Ovviamente essendoci stata un giorno solo non li ho potuti provare tutti, ma quelli in cui sono stata me la sento di consiglarveli.

Per il pranzo ho scelto il Bastion Bistro (che è aperto tutto l’anno), dove ho assaggiato una buona salmon soup, la tradizionale zuppa finlandese a base di salmone. È stata una scelta particolarmente piacevole dopo aver camminato tra bastioni e sentieri esposti al vento che arriva dal mare: calda, cremosa e sostanziosa. Anche il locale è piacevole. Si trova in un edificio storico della fortezza, vicino al Grande Cortile, e ha un’atmosfera informale ma curata.

Il Café Vanille ha invece l’atmosfera raccolta di una vecchia casa di legno. Io ci ho preso un caffè filtro e una fetta di torta alla fragola nel pomeriggio: una pausa semplice, ma perfetta per riprendere fiato tra una passeggiata e l’altra. Anche questo locale è aperto tutto l’anno.

la zuppa di salmone del Bastian Bistro

Quanto tempo dedicare a Suomenlinna

In teoria si può seguire la Blue Route e vedere i luoghi principali in poche ore. In pratica, però, sarebbe un peccato arrivare fin qui e avere fretta.

Per camminare lungo le fortificazioni, visitare almeno un museo, entrare nel Vesikko e concedersi una pausa in una caffetteria o in ristorante metterei in conto cinque o sei ore. Con una giornata intera si può invece rallentare, esplorare qualche sentiero meno frequentato, fermarsi a guarda il mare in qualche belvedere, e aspettare il traghetto successivo senza controllare continuamente l’orologio.

Vi consiglio scarpe comode, perché il percorso comprende ciottoli, sterrati, tratti irregolari. Anche in una giornata di sole è meglio portare qualcosa per proteggersi dal vento: dopotutto ci troviamo su un gruppo di isole in mezzo al Baltico e il meteo finlandese potrebbe pentirsi improvvisamente della sua generosità.

Military Museum

Tornare a Helsinki

La cosa che più mi è piaciuta di Suomenlinna è la sensazione di essere partita per un piccolo viaggio, pur senza essermi realmente allontanata da Helsinki. Sono bastati venti minuti di traghetto per passare dal mercato affollato della capitale al silenzio dei bastioni battuti dal vento, dal traffico cittadino ai sentieri verdi affacciati sul Baltico.

Sulla via di ritorno il traghetto ha fatto una sosta a Lonna, una piccola isola dell’arcipelago situata lungo il percorso tra Suomenlinna e Helsinki. Qualche passeggero è sceso, noi no. Non è una destinazione da visitare per le sue fortificazioni, ma sull’isola c’è una sauna pubblica affacciata sul mare e almeno un ristorante. Non tutte le corse del traghetto che collega Suomenlinna a Helsinki però effettuano necessariamente la fermata a Lonna. La sauna inoltre è aperta soltanto in determinati periodi e con orari specifici, perciò è indispensabile controllare in anticipo il calendario, prenotare sul sito e verificare il collegamento di ritorno. Se fare un’esperienza del genere vi ispira, informatevi prima.

Military Museum

A chi consiglierei una gita a Suomenlinna

La consiglierei innanzitutto a chi ama la storia, le fortificazioni, l’architettura militare, i musei densi di reperti. Ma anche a chi vorrebbe fare una bella passeggiata in mezzo al verde, con una piacevole vista sul mare. E a chi non ha paura del vento. È una meta ideale per alternare visite culturali e momenti all’aperto. E ripeto, per me è stata una delle giornate più belle del mio viaggio in Finlandia.

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