
Ci sono viaggi che vorresti infilare interi in valigia. New York è uno di questi: troppo grande, troppo cinematografica, troppo piena di dettagli per accontentarsi di una sola calamita comprata all’ultimo minuto in aeroporto. Prima di partire mi ero ripromessa di non esagerare con lo shopping, ma di scegliere solo piccoli oggetti che fossero in grado di fissare un momento, e che una volta tornata a casa potessero riaccendere dei bei ricordi.
In questo post ti racconto cosa ho comprato a New York e ti lascio qualche idea per portarti a casa un souvenir carino: dalla tote bag dello Strand Bookstore agli sticker presi al Chelsea Market, dalle pins dell’American Museum of Natural History ai piccoli Lego a tema New York.
I simboli di New York in versione Lego
Tra gli acquisti più carini ci sono sicuramente i due souvenir Lego: una calamita dell’Empire State Building e una piccola Statua della Libertà. Sono oggetti perfetti se vuoi un ricordo di New York iconico ma non troppo classico. Rappresentano due simboli immediatamente riconoscibili della città, ma hanno anche quel lato giocoso che li rende più simpatici della solita calamita piatta da frigorifero. (Calamita piatta che ho comunque preso, anche se è un due in uno – calamita e apri-bottiglia -, dell’iconico marchio “I ♥ NY”, di cui avevo già la tazzina da caffé). Sono carinissimi anche da regalare agli amici appassionati di Lego.

La tote bag dello Strand Bookstore: il souvenir bookish per eccellenza
Naturalmente non potevo farmi mancare un souvenir bookish. Una delle cose che volevo assolutamente portare a casa era qualcosa dello Strand Bookstore, una delle librerie più famose di New York. Ho scelto una bellissima tote bag di stoffa, la “star readers”, adesso out of stock sul sito. Il genere di acquisto che non è solo un ricordo, ma anche un oggetto da usare davvero. Da Strand Books tralatro ho acquistato anche un romanzo: The Marriage Box di Corie Adjmi.
New York da sfogliare
Accanto alla tote bag, ho preso anche alcuni libri su New York. Mi piace comprare libri legati ai luoghi che visito, soprattutto quando raccontano la città attraverso immagini, mappe, illustrazioni o piccoli dettagli. Sono souvenir più lenti, da sfogliare dopo il ritorno, quando il viaggio è finito ma la voglia di restare ancora un po’ lì non è passata (ma quando passa?). Un modo per continuare a guardare New York anche da casa.
Uno è New York Then and Now, di Marcia Reiss, un libro fotografico e storico su New York. E’ costruito sul confronto “ieri e oggi”, affiancando fotografie d’archivio della città a immagini contemporanee scattate dallo stesso punto di vista, per mostrare come New York sia cambiata in circa 150 anni. Un viaggio visivo nella memoria di questa città che si trasforma continuamente.
E l’altro è New York is… un cartonato scritto da Elisa Parhad e illustrato da Alexander Vidal, pensato per bambini ma molto carino come souvenir grafico/bookish di New York. Una piccola dichiarazione d’amore a questa immensa città, che attraverso immagini colorate e brevi rime mette insieme elementi iconici e quotidiani della vita newyorkese — grattacieli, Broadway, subway, corner stores, Wall Street, bagel, pizza e piccioni.

Pins, mystery box e tote bag museali
Un’altra idea che consiglio sono le pins dei musei. All’American Museum of Natural History ho preso alcune spillette smaltate, tra cui una trovata in una bustina mystery box. Le mystery box sono sempre un piccolo rischio, ma anche parte del divertimento: non sai esattamente cosa troverai, e proprio per questo il souvenir diventa ancora più legato al momento dell’acquisto. Le pins sono perfette perché occupano pochissimo spazio, costano meno di molti altri oggetti da gift shop e si possono attaccare a borse, zaini, giacche o astucci.
Cos’altro comprare negli shop dei musei di New York? Le tote bag! Oltre a quella dello Strand Bookstore infatti ho preso anche una tote bag del MoMA (questa), il Museum of Modern Art: un oggetto semplice, leggero, facile da mettere in valigia e soprattutto da usare davvero una volta tornati a casa. Ho una collezione incredibile di queste tote bag che ho preso in giro per il mondo, tra musei, festival, biennali d’arte, librerie iconiche, e le uso tantissimo per andare a lavoro, in spiaggia o per fare acquisti. Un giorno ci farò un post.
Sticker e piccoli ricordi di carta
Al Chelsea Market ho comprato anche alcuni sticker da Posman Books. Gli sticker sono forse il souvenir più sottovalutato: pesano zero, costano poco, sono facili da infilare in agenda o in valigia e permettono di scegliere soggetti più personali. Nel mio caso, erano perfetti perché univano due cose che amo: la cartoleria e le librerie.
Sono anche un’ottima idea regalo, soprattutto se si vuole portare un pensiero piccolo a qualcuno senza acquistare oggetti troppo ingombranti. In più, gli sticker funzionano benissimo per decorare quaderni, diari di viaggio, Kindle, laptop o album fotografici. Insomma: poco spazio, tanta resa. Io li metto sulle agende, il portatile, il Kindle. Altri li lascio in bella mostra in libreria perché sono carini da vedere.
Ovviamente a NYC non c’è solo Posman Books. Trovate un breve ma significativo elenco di cartolibrerie bellissime dove perdere ore e spendere i vostri soldini sul sito di coolstuff.nyc. Menzione speciale a Kinokuniya, cartolibreria giapponese sempre nel mio cuore.
Poi ovviamente c’è sempre qualche ricordo più affettuoso: la penna dell’hotel in cui ho soggiornato, il biglietto della Metro, qualche dollaro. Per salvare qualche frammento della Grande Mela.

Piccoli oggetti, grandi ricordi
New York è troppo grande per stare in valigia, ma qualche frammento si può salvare: una spilla, un libro, una tote bag, un magnete, uno sticker. Piccoli oggetti che, una volta tornati a casa, diventano molto più di semplici souvenir. Sono dettagli capaci di riaccendere un luogo, una passeggiata, una libreria, un museo, una giornata intera. E forse è proprio questo il bello dei souvenir: non devono raccontare tutta la città, basta che raccontino la nostra città, il nostro viaggio.
