
So che per molte persone l’alloggio è solo un dettaglio pratico del viaggio. Per me non è così. Con il tempo (ma forse sarebbe meglio dire con l’età) è diventata una priorità. La struttura in cui scelgo di soggiornare è più di una base d’appoggio in cui tornare la sera dopo aver passato la giornata in giro. Influenza il ritmo delle mie giornate, la qualità del sonno, il livello di comfort, il mio umore. E influisce anche sul ricordo che porterò con me.
Mi piacciono i posti accoglienti, belli, funzionali, ma anche con prezzi ragionevoli. E quando una struttura ha una storia particolare o un legame forte con il luogo in cui si trova, per me acquista ancora più valore.
A Helsinki ho trovato un posto che secondo me racchiude perfettamente tutto questo. Un hotel in cui puoi letteralmente andare a dormire dentro un pezzo di storia della città: lo Scandic Grand Central. L’hotel infatti è stato ricavato negli ex uffici amministrativi collegati alla Helsinki Central Railway Station. Uno dei simboli architettonici più iconici della Finlandia.

Una stazione che è diventata hotel
Prima e durante il viaggio ho letto del progetto di recupero del complesso della stazione, ed è probabilmente questo che mi ha fatto guardare con ancora più attenzione lo Scandic Grand Central.
L’edificio Art Nouveau degli ex uffici ferroviari, inizialmente progettato dall’architetto Eliel Saarinen (che con questo progetto arrivò secondo al Chicago Tribute Skyscraper), è stato poi restaurato da diversi studi di architettura, e infine ampliato e trasformato da Futudesign in un albergo contemporaneo. Un design hotel che ha mantenuto alcune delle idee iniziali di Saarinen, reinterpretandole, e che ha lasciato alcune parti originali ben visibili, una bellissima scalinata con balaustre in legno, le decorazioni Art Nouveau.

Un edificio storico che ha preso nuova vita
Lo Scandic Grand Central è indubbiamente molto bello da vedere. Così bello che invita a fare una passeggiata fra i suoi corridoi, di piano in piano, soprattutto alla ricerca dei dettagli originali Art Nouveau. Mi è piaciuto molto il modo in cui il linguaggio storico dell’edificio e l’intervento più contemporaneo convivono senza sforzo apparente. Molti dettagli del progetto si ispirano ai disegni originali di Eliel Saarinen e sono stati reinterpretati con elementi moderni. I vecchi corridoi, le scale, gli arredi Art Nouveau, alcuni bagni sono stati restaurati e convivono con elementi contemporanei in una bella armonia.
La mia stanza era nella parte contemporanea dell’hotel, e aveva un’impronta più essenziale e una grande vetrata affacciata sul parco sul retro. Le camere della parte storica, invece, hanno un carattere più classico. Un doppio registro che in un contesto contemporaneo fa risaltare l’anima originaria del luogo.

Bonus caccia al tesoro (mappa inclusa)
C’è poi una cosa che mi ha divertita molto. Questo hotel è davvero grande (ha circa 500 stanze) e anche un po’ labirintico. Di quelli che subito dopo il check-in ti fanno vivere quel piccolo momento di smarrimento in cui continui a pensare: no, impossibile che la mia stanza sia ancora più avanti. E invece sì. Corridoi, svolte, scale, ascensori, rampe: arrivarci è quasi una micro-avventura. E una volta entrati in camera, c’è una mappa dell’hotel ad aspettarti. E serve davvero! Per trovare l’uscita e poi ritrovare la tua stanza con sicurezza le prime volte che ti muovi dentro l’edificio. Ma anche per girare all’interno dell’hotel e ammirare ogni suo angolo.

Un rifugio urbano
La cosa forse più riuscita, per me, è che nonostante la posizione accanto alla stazione e nonostante le dimensioni dell’hotel, l’atmosfera resta sorprendentemente quieta. E chi lo direbbe di un hotel in zona stazione?
Le camere hanno davvero qualcosa di ovattato: la luce giusta, quel comfort senza esibizione che fa subito design scandinavo. Il cortile interno è stato trasformato in una piccola oasi urbana, con una Glass Terrace – preziosa in clima finlandese – dove fare colazione la mattina. E all’ingresso una lounge spaziosissima, con diversi salottini e una zona caffetteria.

A chi lo consiglierei?
Non tutti gli hotel che provo finiscono qui sul blog.
Alcuni mi deludono, altri sono piacevoli ma non abbastanza da farmi venire voglia di raccontarli. Lo Scandic Grand Central di Helsinki, invece, è uno di quei posti che mi sento davvero di consigliare: non solo perché è comodo e funzionale, ma perché ha carattere, una storia reale alle spalle e un’atmosfera che, almeno per me, ha fatto la differenza.
Lo consiglierei soprattutto a chi a Helsinki vuole una base centralissima, pratica e ben collegata, da cui muoversi facilmente in città. A chi ama gli hotel ricavati da edifici storici e apprezza i progetti di riuso fatti con intelligenza. Ma anche a chi non cerca soltanto una camera in cui dormire, e dà valore agli spazi comuni.
