Questo viaggio in Giappone è stato epico, dodici giorni in cui ripeterei ogni passo che ho fatto. Ma se c’è stato un posto che mi ha affascinata più di altri, quel posto è senza dubbio il villaggio di Shirakawa-go.

Sarà stata la neve, sarà stata la giornata spettacolare, il nikuman bollente che mi ha scaldato le mani, la nevicata prima di andare via, ma Shirakawa-go sembrava davvero un villaggio incantato. Stare lì mi ha riportata prepotentemente alle vacanze natalizie sulla neve che ogni tanto facevo da bambina con la mia famiglia. Ricordi dolcissimi. Questo posto mi ha stregata, ed è proprio da lì che ho voluto cominciare su instagram il racconto del mio viaggio nel Sol Levante. E lo stesso voglio fare qui sul blog.

Immaginate tante casette di montagna vecchie di secoli, con i tetti spioventi in paglia e una forma di mani giunte in preghiera. Uno stile che si chiama gassho-zukuri. Un gioiello isolato tra i monti che è patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Sembra una cartolina, rovinata solo da qualche auto nell’unica strada asfaltata che taglia a metà il villaggio.


Dopo uno street food caldo (un buonissimo nikuman), abbiamo lasciato la strada principale e ci siamo avventurati nei sentieri tra le case, affondando le scarpe nella neve e scovando punti panoramici di tanto in tanto. Tanta tanta tanta neve! Sembrava quasi panna montata e veniva voglia di buttarcisi dentro. Ci è scappata anche una breve battaglia a palle di neve (che fai, te ne privi?!)


Il villaggio è piccolo, lo si gira a piedi facilmente, e all’info-point turistico forniscono una mappa utilissima per trovare tra le altre cose l’Observatory, i Musei e le Gassho House aperte al pubblico (non tutte lo sono: alcune sono case private, altre sono guest house).

Wada House, costruita intorno al 1800, è la più grande. Ed è in parte aperta al pubblico. Abbiamo Lasciato le scarpe all’ingresso e scalzi abbiamo camminato sul tatami freddo, litigandoci le poche stufette accese. Siamo saliti al piano di sopra (il solaio veniva utilizzato un tempo per l’allevamento dei bachi da seta) e da lì la vista su questo villaggio di montagna era una favola. Non è stato una favola doverci rimettere le scarpe all’uscita, che nel frattempo si erano giusto un tantino congelate 😀


Come arrivare in questo Winter Wonderland? Avendo acquistato il Japan Rail Pass, l’abbiamo utilizzato per andare in treno da Kyoto (dove si trovava il nostro hotel) a Kanazawa. Da lì abbiamo preso un bus prenotato online prima di partire: Nouhi bus. Abbiamo prenotato un round trip Kanazawa/Shirakawa-go: arrivati alla fermata del bus (alla stazione di Kanazawa) 10 minuti prima della partenza, abbiamo mostrato all’autista la copia cartacea della nostra prenotazione e ci siamo seduti. Sul sito di Nouhi bus è specificato che è necessario prenotare giorno e orario del bus.
[…] i suoi edifici, com’era un tempo. Ci siamo stati pochissimo, meta di passaggio per arrivare a Shirakawa-go, ma è un posto in cui vorrei […]
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[…] più perché per le 12e30 abbiamo prenotato (prima di partire) un bus per il villaggio di montagna Shirakawa-go. Una favola di posto. Ceniamo a Kanazawa, e la notte torniamo a Kyoto. Una delle giornate più […]
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