
Il Parco di Nara (Nara-koen) credo sia una meta imperdibile, soprattutto la prima volta che si va in Giappone. Chi non vorrebbe ritrovarsi circondato da centinaia di cervi e piccoli Bambi coccolosi? Sono considerati messaggeri divini dalla dottrina shintoista, e vagano liberi da secoli in questo parco enorme.
Arrivati con il treno da Kyoto, acchiappiamo al volo una mappa della città di Nara per capire come orientarci e partiamo alla ricerca dei cervi. Ma prima ci fermiamo in una bancarella a caso per comprare le gallette da dare a Bambi e famiglia. Sorvoliamo sul giga business di queste gallette.


In realtà i cervi non sono così coccolosi come pensavo all’inizio. Ti danno testate, ti infilano il muso nelle tasche della giacca – mica scemi, lo sanno che è lì che tieni le gallette! – , ti inseguono se hai cibo in mano e ti mordono le chiappe se non molli subito le shika sembei (le gallette). In effetti all’ingresso del parco c’è anche un grazioso cartello illustrato che consiglia in sostanza di non farsi ingannare dai loro occhi tenerini.

Tenuto conto della loro estrema golosità, che li può trasformare da docili a un tantino aggressivi, e prese le relative precauzioni (non sventolare le gallette davanti ai cervi, sennò vieni accerchiato), la passeggiata nel Parco è proseguita con un solo morso al braccio della mia amica (fortuna che indossava una giacca imbottita), ed è stata bellissima.
Abbiamo camminato fino al Todai-ji, uno dei templi buddisti più famosi del Giappone, e abbiamo visto la statua del Daibutsu, un gigantesco Buddha di bronzo alto circa 16 metri e che pesa più di 500 tonnellate. Maestoso. Il Daibutsuden (la Sala del Grande Buddha), ricostruita più volte a seguito di numerosi incendi e disastri naturali che l’hanno devastata – in uno dei quali il Daibutsu ha anche perso la testa -, è una delle più grandi strutture in legno esistenti al mondo, nonostante dopo l’ultima ricostruzione sia grande solo due terzi rispetto all’originale.



Torniamo indietro verso le bancarelle che vendono cibo perché vogliamo mangiare le patate dolci, e scopriamo che il merchandise intorno ai cervi di Nara rasenta la follia. Vendono qualunque cosa con l’immagine della mascotte del parco. Qualunque cosa. Fortuna che ho un pizzico di self-control e ne sono uscita solo con una calamita e due cartelline porta fogli, che comunque mi servivano (giuro che mi servivano).



Sulla strada del ritorno becchiamo un allenamento di karate e mangiamo pure il mochi appena fatto – un dolce di riso glutinoso pestato fino a ottenere una pasta morbida -, la cui preparazione mi rimarrà impressa nella mente a vita. Ho trovato un video su youtube che mostra come lo preparano. Ci vuole grande fiducia nella persona che usa il martello, il rischio di perderci una mano o almeno un dito è elevato, lol!



Come arrivare a Nara da Kyoto: avendo un Japan Rail Pass, abbiamo preso un treno della linea JR a Kyoto Station e siamo scesi alla JR Nara Station. Da lì abbiamo proseguito a piedi e siamo arrivati al Parco con una passeggiata di circa venti minuti. Lo stesso treno si può prendere anche senza avere il JR Pass, pagando la corsa di circa 45 minuti. Ma in assenza di JR Pass si può prendere anche un altra linea, la Kintetsu Railway, che costa meno e che porta a una stazione di Nara, la Kintetsu Nara Station, che dista solo 5 minuti a piedi dal Parco.
[…] 7 (3/01): mattinata a Nara tra cervi carini ma impertinenti, e pomeriggio al Fushimi Inari, dove ci sono migliaia di persone […]
"Mi piace""Mi piace"