I bagni termali in Giappone: come funzionano

Nella mia lista di cose da fare assolutamente in Giappone c’è sempre stata una visita ai bagni termali, che sono una parte importante della cultura giapponese. Prima di partire sognavo di immergermi nelle acque bollenti di un onsen tradizionale, in un antico ryokan immerso nella neve sulle montagne giapponesi. Ma ogni itinerario è fatto di scelte e rinunce, e alla fine ho depennato questa voce della mia bucket list nel bel mezzo di Tokyo, alle Oedo Onsen Monogatari di Odaiba.

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Le Oedo Onsen Monogatari di Odaiba sono una sorta di parco tematico dove intorno ai bagni termali hanno ricostruito una cittadina giapponese del periodo Edo (tra il 1600 e la seconda metà del 1800 circa). Un’ambientazione ben curata che ha reso questa esperienza ancora più piacevole. Se poi nel vostro itinerario di viaggio in Giappone non è prevista la sosta in una località termale fuori città, questi hot springs in piena Tokyo sono una valida alternativa per provare comunque questa esperienza curiosa e rilassante, e sentirvi immersi (in tutti i sensi) nella cultura giapponese.

Ma come funziona? Come ci si deve comportare ai bagni termali in Giappone?

All’ingresso delle Onsen lasciate le scarpe in un armadietto che chiuderete a chiave (questo servizio è gratuito). Poi andate alla reception/cassa: lì vi chiedono se avete tatuaggi (se avete tatuaggi non vi lasciano entrare) e vi danno qualche istruzione e info sui costi. Vi consegnano un braccialetto che riporta il numero dell’armadietto in cui lasciare i vostri vestiti/borse/tutto, e un codice a barre: dentro il complesso infatti, nella zona comune in cui si mangia e si sta insieme, non è necessario che vi portiate appresso yen, perché quando acquistate qualcosa vi scansionano il codice sul braccialetto. Pagherete alla cassa all’uscita, sia il costo dell’ingresso alle onsen sia ciò che avete acquistato durante la vostra permanenza. E per uscire dovrete solo far vedere all’addetto il vostro scontrino.

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il mio braccialetto

Recuperato il vostro braccialetto andate a prendere lo yukata, una sorta di kimono che si chiude in vita con una cintura detta obi – che in foto si vede come non ho saputo mettere correttamente 😛 Sia le donne che gli uomini possono scegliere tra quattro fantasie diverse. Preso lo yukata andate negli spogliatoi – che sono ovviamente divisi tra uomini e donne. Lì mettete le vostre cose nell’armadietto che vi hanno assegnato, e indossate lo yukata tenendo sotto solo la biancheria intima. Quindi andate nella zona comune per incontrare i vostri amici, se siete in compagnia. Nella zona comune è possibile scattare foto, e vedrete molti farne (sia stranieri che giapponesi).

La zona comune, dove possono stare sia uomini che donne in yukata e scalzi, è piena di ristorantini, negozi di caramelle e zone in cui si può giocare. Se avete presente i mercati 2.0 come il primo piano del Mercato Centrale di Firenze, dove sui lati ci sono tante botteghe gastronomiche e centralmente sono posizionati tavoli e sedie, alle Oedo Onsen Monogatari è proprio la stessa cosa. Una grande piazza coperta in cui potete ordinare cibo in qualunque locale e poi scegliere dove andare a sedervi. E potete mangiare un po’ di tutto, ramen, yakisoba, sushi… c’è molta scelta. Ci sono anche un’izakaya (birreria) e un ristorante di cucina kaiseki con tavoli in stanze private. E pure una zona fumatori. Ma c’è anche una zona “rest” più appartata: una grande stanza con il pavimento in tatami, tavoli bassi e grandi cuscini sui cui inginocchiarvi per mangiare.

Noi abbiamo portato lì i nostri piatti di yaki-soba e le nostre birre. Intorno a noi c’era chi mangiava, chi si rilassava sdraiato sui cuscini, chi giocava con giochi di carte e da tavolo.

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nella grande rest room

E i bagni termali? Innanzitutto c’è una vasca all’aperto comune a uomini e donne. Percorrete il lungo corridoio che separa la parte interna del complesso, riscaldata, dalla parte esterna, che è un bellissimo giardino giapponese. E prima di uscire, se andate in inverno come abbiamo fatto noi, prendete un soprabito imbottito da indossare sopra lo yukata – che non so come si chiama ma trovate poco prima della porta che da sul giardino. Quindi andate alla piccola vasca (il foot bath), un bagno in acqua termale con massaggio per i piedi. Un percorso con massaggio plantare che giuro è una tortura.

Ma parliamo dei bagni termali veri e propri. Usciti dalla zona comune trovate da una parte gli spogliatoi delle onsen femminili, e dall’altra quelli delle onsen maschili. Quindi si tratta di spogliatoi diversi da quelli in cui avete lasciato i vostri abiti/borse/altro. Entrate nello spogliatoio, prendete due asciugamani, uno grande e uno piccolo, e in un armadietto sistemate le vostre cose: avete  ancora indosso lo yukata e la biancheria intima, se non vi siete portati dietro anche altro come lo smartphone per esempio. Se avete i capelli lunghi, legateli con un elastico, perché non devono finire in acqua. Per le donne: se avete ancora trucco addosso, in questa zona dovete struccarvi (ci sono postazioni con sedia, tavolo e specchio utili sia a struccarvi prima dei bagni, sia a risistemarvi dopo). Appena entrate nella zona delle vasche, proprio all’ingresso ce n’è una alta con dei secchi in legno sui lati: fate come le giapponesi e gettatevi secchiate d’acqua calda addosso prima di immergervi nelle grandi vasche. Subito dietro ci sono le vasche e le postazioni per lavarvi (perché prima di immergervi dovete essere puliti, ovviamente). Quindi ci sono diverse vasche, a diverse temperature. Una più bella dell’altra. Relax totale.

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Gli asciugamani si lasciano fuori. Quello piccolo lo potete appena inumidire e mettere sulla fronte per tenere la testa fresca, ma non dovete farlo finire dentro l’acqua. In questa zona interna ci sono anche le saune e una vasca di acqua fredda (che, diciamolo, usavano solo le russe). C’è anche una vasca con le micro nano bubbles, che credo renda la pelle setosa. Quindi potete uscire all’aperto nell’open air bath, la mia zona preferita. All’aperto trovate un giardino con due vasche grandi, circondate da grandi rocce. E poi la mia vasca preferita in assoluto: le tinozze di legno stracolme di acqua termale. Una per ciascuna. Non sarei più voluta uscire dalla mia! È stato meraviglioso stare in ammollo nella vasca di acqua a più di 40 gradi con la testa (e i piedi) a 6 gradi. E il giardino è così bello che ci si dimentica di essere nel pieno centro di una grande metropoli.

Finito il bagno (perché prima o poi le cose belle finiscono), prima di uscire dalla sala delle vasche vi lavate nelle postazioni ofuro che vi dicevo prima (sgabellino in legno, secchio, doccia). Lì trovate a disposizione bagno doccia e prodotti per i capelli (tutti Shiseido per le donne – per gli uomini non so). Tornate quindi nello spogliatoio, dove ci sono le postazioni con gli asciugacapelli e gli specchi. Se serve, trovate a disposizione pettini usa e getta, addirittura gli spazzolini da denti monouso. Una volta sistemate, restituite gli asciugamani, vi rimette biancheria intima e yukata, e abbandonate l’armadietto.

A questo punto tornate nella zona comune. Nel complesso ci sono altri servizi a pagamento, come massaggi e trattamenti estetici. Mentre al piano di sopra c’è una sala relax con poltrone reclinabili dove fare un pisolino e guardare la tv. Ah, volendo ci si può anche fermare lì a dormire perché c’è un hotel. Finita l’esperienza tornate negli spogliatoi. Vi rivestite, lasciate l’armadietto e mettete il vostro yukata insieme a tutti gli altri usati dove indicato. Andate alla cassa a pagare, consegnando il vostro braccialetto. Il costo di ingresso è uguale per tutti (noi siamo entrati di sabato sera e l’ingresso veniva circa 2.200 yen), mentre il costo totale varia in base a quanto avete speso dentro tra cibo, giochi, shopping, massaggi etc. Esperienza consigliatissima!

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passeggiata a Odaiba

Qualche altra info utile. Il costo dell’ingresso è indicato sul sito delle Onsen, e varia tra adulti e bambini sotto i 12 anni, e tra giorno intrasettimanale e weekend (sabato e domenica), e varia anche in base all’orario di ingresso (di sera c’è uno sconto).

Il sito delle onsen è in inglese, chiarissimo ed esplicativo. Vi consiglio di dargli un’occhiata prima di andare ai bagni termali, se volete togliervi qualche dubbio. Sono elencati costi, le regole, i divieti e tutti i tipi di vasche, locali gastronomici e servizi extra che si trovano al suo interno. È spiegato come indossare lo yukata ed è anche segnalato come arrivare.

3 commenti

  1. […] Nella mia personale travel bucket list dei sogni c’è un viaggio termale in Giappone, in cui scivolo da un onsen all’altra in mezzo alle montagne innevate, e termino la giornata con una cena kaiseki in un ryokan tradizionale. L’Ippocampo ha pubblicato un libro fotografico fatto apposta per me, e per chi come me: una raccolta delle 140 migliori sorgenti e località termali di tutto l’Arcipelago da sfogliare per sognare o prendere ispirazione per il proprio viaggio. Per capire come funziona e come ci si comporta nei bagni termali in Giappone, ho scritto un post (cliccate qui). […]

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