Nomura-ke, un’antica residenza samurai a Kanazawa

Kanazawa mi ha sorpresa. Incastonata tra mare e montagna, è una città che ha attraversato quasi indenne le guerre e ha conservato la zona più antica, il quartiere Nagamachi con le sue strade e i suoi edifici, com’era un tempo. Ci siamo stati pochissimo, meta di passaggio per arrivare a Shirakawa-go, ma è un posto in cui vorrei tornare.

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La passeggiata verso il Castello

Non so se la mia visione di Kanazawa sia stata condizionata dalla neve che, si sa, rende tutto più magico. Un paesaggio imbiancato ci ha fatto compagnia durante gran parte del tragitto sullo shinkansen partito da Kyoto, con un tempio o una statua di Buddha che di tanto in tanto spuntavano di là dal finestrino, oro in mezzo alla neve.

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Kanazawa Station

Scartata l’opzione di prendere il loop bus per raggiungere le varie attrazioni cittadine (voi tenetelo in considerazione, se volete), naso gelato e navigatore alla mano abbiamo fatto una passeggiata sotto la neve in città, partendo dalla modernissima stazione di Kanazawa per arrivare fino al quartiere Nagamachi. Un piccolo gioiello, con antiche residenze di famiglie samurai che hanno mantenuto l’architettura originale, seppure siano state restaurate. E poi Higashi-Chayamachi, con bellissimi giardini, case da tè, case delle geishe. Qualcuno la chiama una piccola Kyoto.

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Nomura-ke, cortile d’ingresso

Dopo circa 20 minuti di camminata siamo arrivati a Nomura-ke, l’antica residenza della famiglia samurai Nomura, restaurata da poco. Il fascino di questo edificio è pazzesco, tanto che all’ingresso ci è venuto spontaneo abbassare la voce, quasi fossimo entrati in un luogo sacro. Abbiamo scattato una foto al cortiletto davanti all’entrata, ci siamo guardati e abbiamo detto: “Ragazzi, è già epico così!”

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Nomura-ke

Lasciate le scarpe all’ingresso, siamo partiti scalzi all’esplorazione di questa casa silenziosa. Bellissimi dipinti sulle pareti scorrevoli, pochi raffinati arredi, alcune spade e un’armatura in mostra. Poi una veranda piena di luce, con ampie vetrate che davano sul giardino. Il giardino e la casa sembravano essere una cosa sola. Un giardino bellissimo, con le sue pietre, le isolette, i ponti sul laghetto e le carpe rosse. Con il tatami sotto i piedi, cercavo di immaginare come potesse essere la vita in Giappone ai tempi dei samurai.

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il giardino

Ci hanno invitati a prendere un tè e un dolcetto al piano di sopra, in una piccola stanza affacciata sul giardino sottostante. Fuori era tutto coperto di neve. Una favola. E le ciotole in cui ci hanno servito il tè erano bellissime.

Ero in Giappone. Stavo prendendo un tè nell’antica residenza di una famiglia samurai, in una splendida giornata di neve. Stavo vivendo un sogno.

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facce sfatte da mancanza di caffeina (confesso :P)

Confesso che è stato traumatico andare via da lì. Ma volevamo continuare la nostra passeggiata e visitare il castello di Kanazawa. E avevamo già prenotato il bus per Shirakawa-go, che sarebbe partito poco più tardi. Non potevamo rimanere. È bello quando lasci un posto così, con una grandissima voglia di tornare.

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Abbiamo attivato il navigatore e in circa 18 minuti di passeggiata siamo arrivati sotto il Castello di Kanazawa. E lì nevicava davvero tanto, e le battaglie a palle di neve erano obbligatorie.

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Sotto il castello di Kanazawa

Info pratiche. L’ingresso alla casa Nomura-ke è costato 500 yen. Il té al piano di sopra è costato 300 yen. Per spostarsi a Kanazawa tra un’attrazione e l’altra è disponibile il Loop Bus. Noi siamo andati a piedi, utilizzando il navigatore (prima di partire abbiamo ordinato un pocket wi-fi per avere sempre internet disponibile).

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