Viaggi a fumetti |Una notte al Museo (Stibbert)

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Passare la notte in un museo fa parte della mia lunghissima “lista di cose da fare prima di morire” (e chi non ne ha una?), ma in questo caso non ho depennato una voce della bucket list, purtroppo. Memorie di Iris – Una notte al Museo è il titolo di un fumetto troppo carino, una storia ambientata al Museo Stibbert di Firenze. Una matita giapponese, quella di Keiko Ichiguchi, che racconta una storia italiana.

“In una notte magica, nella città di Firenze, poco lontano dalla cupola del Brunelleschi, lo spirito di un’antica tsuba giapponese (la guardia di una katana) si ridesta alla ricerca della sua spada.” E il luogo in cui è conservato questo cimelio è proprio il Museo Stibbert.

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Mi piace leggere graphic novel ambientate in luoghi in cui sono stata, o in cui non sono stata e chissà se mai andrò. Ne acquisto un sacco. Mi piace vedere il mondo attraverso gli occhi degli altri. Ognuno ha il proprio punto di vista, a volte sono d’accordo e a volte no, ma alla fine sento di aver acquisito una conoscenza in più. E a volte scopro lati nuovi di un posto, qualcosa che non avevo visto quando ci sono stata, oppure cancello qualche pregiudizio su un Paese che non ho mai visitato.

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Memorie Di Iris è una bella storia, anzi è un viaggio dentro la storia degli oggetti dello Stibbert, ma non voglio spoilerarvi nulla. Tralatro è abbastanza breve e si legge in appena un dopo cena di relax. Vorrei solo dire che Keiko è riuscita davvero a dare vita all’immensa collezione di questo museo. Ha dato, come dire, un’anima a ciò che vi è custodito, una delle più grandi collezioni di armi e abiti militari storici esistenti in Europa.

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La parola museo mi ha sempre dato l’idea di qualcosa di “morto”, finito. Tanti oggetti catalogati e messi in ordine dietro una vetrina, con un’etichetta davanti e magari un numero che indirizza verso una didascalia (non sempre). A volte è difficile riuscire a leggere una storia dietro quella fila di oggetti esposti, seguire un filo conduttore. Vai avanti lungo il percorso segnalato e dopo un po’, specie quando ci sono centinaia di reperti esposti, perdi interesse. Vedi tutto spento, senza vita. Invece Keiko Ichiguchi con questo fumetto è riuscita a dare vita allo Stibbert. A ricordare che dietro ciascun oggetto esposto lì, e in qualunque altro museo, c’è una storia. Chissà a chi è appartenuta quella spilla, chissà in quali battaglie è stata usata quella spada, e chi è stato a brandire quella sciabola sul campo. Cosa provava mentre lottava? Keiko ha tirato fuori l’anima di un particolare oggetto della collezione e mi ha fatto pensare che ogni reperto possiede una storia e ha qualcosa da raccontare. C’è tanta  vita in un museo.

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