Piccole disavventure in viaggio

Non ho grandi disavventure da raccontare, non mi sono mai accadute disgrazie in viaggio (per fortuna!) ma solo delle cose più o meno stupide. E tralatro ripensando alle piccole sventure che mi sono capitate nel corso del tempo, mi sono resa conto che una certa parte di esse riguarda i bagni pubblici. Anche se in questo caso più che disavventure sarebbe più appropriato chiamarle figure di merda.

Tenoha Milano

Gli esordi

Ho esordito da ragazzina, prenotando un camping in Austria per una vacanza in famiglia fine anni Novanta, per poi scoprire una volta arrivati lì che avevo prenotato un camping davanti a una spiaggia per nudisti. Mio padre guidava il camper sul lungolago vicino a Graz e non capiva perché in giro ci fossero tante persone in bicicletta che indossavano solo un cappello o una maglietta ma non le mutande. A mia discolpa un tempo il web non era facilmente navigabile come ora, e io avevo tradotto dal tedesco poche frasi del sito del camping. Mi ero persa la parte della spiaggia per nudisti di fronte.

Questa e altre vicissitudini – come un hotel da incubo che ho prenotato a Parigi in giovane età di cui non potrò mai dimenticare i reperti tricologici ritrovati sul letto – mi ha insegnato a fare più attenzione all’atto della prenotazione del posto in cui passare la notte.

I trasferimenti da – a

In Finlandia ho quasi perso il traghetto per Tallinn, che avevo già pagato. Io e il mio compagno siamo usciti in anticipo per fare una passeggiata di quasi un’ora dal nostro hotel in centro fino al Porto di Helsinki. Avevamo proprio voglia di camminare! Abbiamo perso tempo tra una seconda colazione in una caffetteria carina trovata per strada e due foto al Bad Bad Boy, quando prima abbiamo sbagliato strada perdendo circa venti minuti sulla tabella di marcia, e poi abbiamo scoperto (colpa mia) che il check-in chiudeva mezzora prima di quello che ricordavamo. Mancavano 5 minuti alla chiusura del check-in al Terminal 2 e noi eravamo ancora abbastanza lontani, quindi abbiamo dovuto fare una gran corsa per non perdere il traghetto, arrivando all’ultimo secondo sfiancati e sudati fradici. Per fortuna le operazioni di check-in self service ai totem all’ingresso del terminal sono state velocissime. Una piccola disavventura che si è risolta bene.

contemplare quanto è brutto il Bad Bad Boy mi ha quasi fatto perdere il traghetto

Ma in Finlandia ho rischiato pure di perdere l’Onnibus da Helsinki per Tampere, perché non trovavo la stazione dei bus di Kamppi. Maps mi portava in una piazza davanti a un centro commerciale dove però non c’erano bus. Non c’era nemmeno una strada, visto che era zona pedonale. Ormai era tardissimo, avevo quasi perso le speranze, quando lui ha avuto un’intuizione: qui d’inverno fa un freddo cane, magari la stazione è sotto terra. Ed era proprio lì sotto, grazie tante.

In quello stesso viaggio abbiamo quasi perso pure la coincidenza da Bergamo per tornare a casa, causa un ritardo del volo da Helsinki per vento forte. Lì ce l’abbiamo fatta solo grazie al tassista.

I bagni pubblici

Ma veniamo alle figure di merda nei bagni pubblici, perché io ho una capacità innata di rimanerci chiusa dentro. Sono rimasta chiusa nel bagno di uno Starbucks a Porto, nel seminterrato, senza smartphone con me. Vorrei capire chi ha pensato che fosse una buona idea che il sistema di chiusura della porta fosse una serratura a scorrimento in acciaio, ma quello di apertura un pulsante da schiacciare. In un cesso minuscolo e semibuio in un seminterrato, io non avevo notato il pulsante sulla destra della porta, e ho cercato inutilmente di far scorrere la serratura in senso contrario sudando sette camicie e battendo pugni sulla porta per chiedere aiuto. Finché un cameriere dietro la porta mi ha gridato di stare calma e di schiacciare quel maledetto pulsante.

Io con queste serrature a scorrimento non ci vado proprio d’accordo, tant’è che sono rimasta chiusa dentro la doccia di una sauna pubblica di Tampere. E pensare che lì, appena notata la serratura tanto odiata, me lo sono pure detta “non chiuderti dentro, tanto sono tutti in fila fuori, hanno visto che sei entrata tu, sono finlandesi, non apriranno la porta”. Dovrei ascoltarla ogni tanto quella vocina nella mia testa.

Ma sono riuscita a rimanere chiusa pure dentro i bagni pubblici di una nave da crociera che ha un pulsante touchless con sensore di movimento! Nella card room. E lì posso dire che il pulsante di emergenza, dove sta scritto “schiaccia qui se hai difficoltà, arriverà qualcuno ad aiutarti nel giro di poco tempo” è una balla. Sono uscita da quel cesso solo perché la mia amica, vedendo che non tornavo dopo circa venti minuti è venuta a cercarmi. Le sue ipotesi erano due: che mi fossi sentita male o che, conoscendomi, fossi rimasta chiusa in bagno. Ovviamente tendeva più verso la seconda ipotesi, tant’è che quando ha aperto la porta da fuori era già piegata in due dalle risate!

E queste possiamo chiamarle pure figure di merda, dai.

Jumeirah Beach Residence

Errori di prenotazione

L’ultima disavventura in ordine cronologico riguarda il mio arrivo a Dubai Marina un sabato intorno a mezzanotte. Il tassista ci lascia davanti all’hotel che avevo prenotato ben 8 mesi prima e io mi avvicino al banco della reception con fare incerto perché aprendo l’app di Booking non vedo la mia prenotazione. Alla reception mi fanno notare che la mia prenotazione era stata cancellata pochi giorni prima. La stanchezza non mi aiuta a ragionare. Mi danno comunque una stanza per quella notte, della stessa tipologia di quella che avevo prenotato, e per fortuna libera. In camera cerco di accendere il cervello e mi rendo conto che qualche mese prima la banca mi ha mandato una carta nuova, ma la prenotazione su Booking l’avevo fatta con la vecchia. Booking non è riuscito a scalare il costo della stanza da una carta inesistente e mi ha cancellato la prenotazione. Mi aveva pure inviato una mail di avviso, che non avevo visto. Non avevo voglia di cambiare hotel e per fortuna c’era ancora una (una sola) stanza disponibile in hotel per i giorni successivi, anche se era una suite a un prezzo ovviamente maggiore.

Che poi, ripensandoci, un errore di prenotazione c’è stato anche a Bologna tanto tempo fa, quando mi sono presentata nella hall di un hotel abbastanza caruccio in centro credendo di avere prenotato lì, e invece no. Quando poi sono arrivata nell’hotel che aveva davvero prenotato, era decisamente più brutto, con i pavimenti che scricchiolavano in modo sinistro e i servizi igienici della mia stanza color verde pisello.

Mannaggia a me e alla mia disattenzione. Ma dagli errori si impara sempre qualcosa. Vero?

Lascia un commento