Ho esplorato i fiordi sud-occidentali della Norvegia a bordo di una nave, scivolando sull’acqua tra le alte pareti montuose ricoperte di foresti verdi, da Bergen a Hellesyt, fino allo spettacolare Geirangerfjord, e di ritorno fino ad Haugesund. Lunghe ore sul ponte, con un caffè caldo tra le mani, a guardare a bocca aperta a babordo e tribordo il susseguirsi di cascate scroscianti, casette rosse che sembrava stessero appese alle rocce per miracolo, kayak gialli che si avventuravano in quel silenzio equoreo. Sveglia fino a tardi per ammirare la luce del sole di mezzanotte, seduta sul vano dell’oblò della mia cabina con un libro in mano, o sui divanetti del cocktail bar in poppa, o a mollo dentro una vasca idromassaggio all’aperto. E poi fuori dal letto alle quattro del mattino per guardare l’alba gelida dalla finestra della cabina o dai ponti della nave, camminando avanti e indietro da poppa a prua.

Di questo viaggio in Norvegia, che purtroppo è durato troppo poco, il fiordo di Geiranger era la tappa che aspettavo con più trepidazione. Indubbiamente la tappa più spettacolare. E il percorso per raggiungerla è stato emozionante tanto quanto la meta in sé. Uno di quei viaggi da fare almeno una volta nella vita.

Il villaggio di Geiranger
Geiranger è un piccolo villaggio situato alla fine del fiordo omonimo. Il centro del paese è tranquillo, con case tradizionali, piccoli ristoranti e cioccolaterie accoglienti, immancabili negozi di souvenir, qualche hotel e un campeggio con una vista da sogno sul fiordo. Da qui, il fiordo si estende in tutte le direzioni, incorniciato da pareti rocciose a strapiombo e da vette spruzzate di neve anche a giugno.

Dal villaggio partono sentieri escursionistici, gite in barca e in lancia sul fiordo, e con i bus o le auto elettriche verso l’entroterra. Se avete raggiunto il fiordo in auto, vi consiglio di fare un’escursione in barca per vedere i fiordi dall’acqua, immergersi in questo spettacolo verde e blu e avvicinarsi alle Cascate delle Sette Sorelle. Ogni angolo del fiordo è una fotografia perfetta.

Dal porticciolo, una breve passeggiata in salita porta alla chiesa del villaggio. Una bellissima chiesa del 1842 in legno bianco a base ottagonale, con un tetto di ardesia nera, e un piccolo cimitero sul retro. Panorama commovente anche da qui.

Dietro il campeggio, che sta a un’estremità del paesino di Geiranger, partono alcuni sentieri escursionistici in mezzo alla natura, a cominciare da una bellissima scalinata che fiancheggia la parte inferiore della cascata di Storfossen, fino a raggiungere una terrazza con una vista pazzesca su questa cascata selvaggia e sul fiordo. Giacca antipioggia, fiato e gambe per conquistare il punto più panoramico!

La salita al Geiranger Skywalk
Per godere di un panorama sul fiordo ancora più incredibile ci si può addentrare nell’entroterra e scalare le pareti montuose in auto o in bus fino al Geiranger Skywalk. E’ una piattaforma panoramica che si trova a circa 1.500 metri sopra il livello del mare, sul monte Dalsnibba. La strada che porta al Geiranger Skywalk è tortuosa, ma ogni tornante regala una vista spettacolare sul fiordo e sulle montagne circostanti. Durante il tragitto, ci si può fermare in alcuni punti panoramici, come al lago Djupvatnet (o sulla strada di ritorno all’Eagle Bend), per scattare qualche foto.

Arrivati alla piattaforma, l’emozione è indescrivibile. Il Geiranger Skywalk è una passerella in acciaio con parapetto in vetro che si protende oltre la montagna, offrendo una vista panoramica del fiordo sottostante e delle montagne che lo circondano. È un’esperienza che fa sentire piccoli di fronte alla grandiosità della natura. Il panorama da qui è spettacolare, con il fiordo che si snoda a serpentina tra le vette, creando un contrasto incredibile tra l’azzurro dell’acqua e il verde delle foreste spruzzate di neve.

Se si è fortunati, il cielo può essere limpido e si può vedere molto lontano, con l’incredibile gioco di luci e ombre che cambia continuamente durante la giornata.

