Nari Ward al Pirelli Hangar Bicocca

Se siete a Milano o se ci capitate entro il 28 luglio, al Pirelli Hangar Bicocca trovate la mostra Ground Break di Nari Ward. Questo artista di origini giamaicane trasforma i detriti che raccoglie nel suo quartiere newyorkese, Harlem, in installazioni artistiche coinvolgenti. Rimodella la spazzatura, gli oggetti di scarto in opere d’arte.

L’ingresso alla mostra è un intreccio spettacolare di corde e materiali di scarto – Hunger Cradle-, un bozzolo di luce blu e ombre che mi ha fatto sentire come se mi trovassi nella laguna blu di Ariel ed Erik, ma anche nel fondo dell’Oceano (dove la Sirenetta della Disney custodiva il suo tesoro di oggetti umani). Abbandonato questo antro – che ti tiene appiccicato come la tela di un ragno – si parte alla scoperta delle altre installazioni. E’ una scoperta lenta, che parte da lontano. Solo via via che ci si avvicina a ciascuna delle opere esposte al PHB ci si rende conto di quale guazzabuglio di oggetti e materiali sono fatte: vecchie scarpe, i loro lacci colorati, bottiglie di vetro, taniche di benzina, plastica. Io sono rimasta un tempo in finito ad ammirare Carpet Angel girandoci intorno. Ma anche Geography Bottle Curtain, stupenda con le bottiglie di vetro sospese. Ogni opera e tutte loro nell’insieme parlano attraverso la propria presenza nello spazio, attraverso suoni che attirano l’attenzione da lontano (ci sono anche installazioni video), attraverso luccichii. Ognuna di esse sembra emanare luce propria, in un ambiente ex industriale enorme che è privo di finestre e luce naturale. Tutto è una sorpresa continua. Una scoperta continua. Coinvolgente.

Hunger Cradle

Lascia un commento