Nishiki Market, il mercato coperto di Kyoto

Leggevo Estasi culinarie di Muriel Barbery e arrivata alla fine, nelle note sull’autrice scopro che ha vissuto a Kyoto per un anno e mezzo circa. Che Muriel Barbery fosse giapponofila un po’ l’avevo intuito dalla lettura del suo best seller L’eleganza del riccio, ma non mi ero mai interessata alla sua vita privata e non sapevo che avesse vissuto in Giappone. Né che avesse scritto un romanzo la cui protagonista si trasferisce da Parigi proprio a Kyoto.

Questo fritto misto di stimoli tra letture da buongustai, con capolavori di chef prestigiosi e sapori perduti dell’infanzia, e immagini di Kyoto che mi si affacciavano alla mente vivaci, ha aperto il cassetto dei ricordi. Quelli del Nishiki Market, il mercato coperto di Kyoto.

Il Nishiki Market è il mercato alimentare più famoso di Kyoto. Un centinaio e più di box, tra banchi del pesce, pasticcerie, piccoli ristoranti e caffetterie, negozi di articoli da cucina, tutti stipati in una stretta galleria coperta lunga circa 400 metri e divisa in più blocchi. Tappa imperdibile per le buone forchette, perfetta – per buongustai e non, perché a una certa tutti hanno fame – se programmata per l’ora di pranzo. Ma che siate gourmet o no, secondo me il cibo è un buon modo di conoscere meglio il Paese che state visitando.

Cosa mangiare e cosa comprare al Nishiki Market

Nel periodo Edo (all’incirca tra il 1600 e il 1860) dove oggi si trova il Nishiki Market c’era un mercato del pesce, grazie alla presenza in questa zona di una grande falda acquifera che permetteva di tenere il cibo in fresco. Oggi il pesce fresco viene ancora venduto, ma in questo mercato coperto potete trovare molto di più. Una passeggiata qui può diventare un’esperienza enogastronomica totale: potete acquistare materie prime – se avete la possibilità e la voglia di cucinare – e utensili da cucina – coltelli Aritsugu, ohashi etc – che possono essere ottimi souvenir da portarvi a casa, oppure potete consumare cibo preparato per voi sul momento a uno dei banchi, assaggiando di tutto, dal salato al dolce. Camminerete tra banchi di ricci freschi e granchi, montagne di mochi di vari gusti, daifuku alla fragola e altri wagashi, goma dango (le palline al sesamo), tè in foglia, sottaceti, tofu, pesce essicato e una serie lunga di prodotti freschi e non, che non è detto capiate cosa sono.

i tako tamago

Forse la cosa più particolare che ho assaggiato – o meglio quella che ancora non avevo scoperto fino a quel momento del viaggio- è stato il takotamago. Tako sta per polpo e tamago per uovo. In sostanza è un polpo con un piccolo uovo di quaglia bollito in testa, fatto marinare per ore in una salsina a base di soia e poi messo a bollire. Credo ci sia di mezzo anche un colorante alimentare per dargli quel rosso così intenso.

Un altro cibo particolare che ho trovato al Nishiki Market ma che non era proprio nelle mie corde è lo yubu o “pelle di tofu”: è la pellicola che si coagula sulla superficie durante la bollitura del latte di soia, che poi viene fatta essicare e formata in fogli giallognoli. So che si usa per preparare alcuni piatti ma non so se si possa mangiare anche da solo, quindi non l’ho assaggiato. Potrei averla mangiata senza saperlo, all’interno di qualche piatto.

Qualche consiglio per la visita

Al Nishiki Market non ci sono aste che iniziano all’alba, diversamente dal mercato del pesce di Tokyo. Il Nishiki apre con calma verso le 9 del mattino e chiude intorno alle 18. Quindi è perfetto per una pausa pranzo. Il momento migliore per andarci è quando la fame chiama! Alcuni banchi che preparano street food hanno posti a sedere – pochissimi – altrimenti si mangia in piedi davanti al banco stesso. Tenete presente che è vietato portarsi il cibo in giro per il mercato, e ci sono cartelli che lo ricordano. Ammetto che senza una guida locale è stato difficile orientarsi tra i banchi del mercato. C’erano alimenti che avevamo già assaggiato e siamo stati in grado di riconoscere, altri che riuscivamo a intuire cosa fossero, altri ancora la cui natura ci è rimasta ignota. Quindi forse consiglierei una visita guidata con un local per ottenere il meglio da questo giro enogastronomico.

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