Mi sbaglierò, ma mi sembra che ultimamente siano tutti a Lisbona, e chi quest’anno ancora non c’è stato ci vorrebbe andare. Ho preso i biglietti a febbraio, senza nemmeno averci mai pensato a questa meta, spinta dall’insistenza di una coppia di amici che stava chiedendo a me e lui di fare questo viaggio insieme da Natale. Nel mentre sui social ho iniziato a vedere un sacco di foto di tram gialli e azulejos, geolocalizzate a Lisbona, a Obidos, Porto. Poi è arrivato il momento di partire e la coppia di amici che ha insistito tanto perché facessimo questo viaggio insieme, purtroppo non è potuta venire con noi. Siamo partiti da soli. Io, lui e una città (anzi un Paese, perché non ci siamo fermati solo a Lisbona) che non era mai stata in cima alla nostra lista dei desideri. Nel mentre avevo cercato di conoscere qualcosa sul Portogallo leggendo il volume che The Passenger gli ha dedicato – e lì ho capito che la mia ignoranza su questo Paese era molto più grave di quel che credessi.

Comunque, pur non avendo scelto consapevolmente di fare questo viaggio, devo ringraziare la coppia di amici con i quali senza i quali siamo partiti, perché Lisbona mi è piaciuta. Mi è piaciuto scoprire la città arrampicandomi su e giù per i suoi quartieri – e certe salite sono così ripide che arrampicarsi è il termine corretto. Ho passeggiato senza meta dal Castello di Sao Jorge all’Alfama, andando letteralmente a caso tra le sue stradine, ritrovandomi a sorpresa in un paio di belvedere e poi in mezzo alle bandierine colorate e le grigliate di sardine della Festas de Lisboa, per poi dover aprire maps per capire dove mi trovavo e come tornare in hotel. Lunghe passeggiate su e giù anche al Chiado e Barrio Alto dove ogni tanto, tra una facciata coperta da azulejos e una galleria d’arte a cielo aperto, si apre uno scorcio panoramico che obbliga a fermarsi. Pasteis de nata in ogni dove, per riprendere energie dopo tanto esercizio fisico.


A questo punto avrete capito che la cosa più bella che ho fatto a Lisbona è stata passeggiare in lungo e in largo e lasciarmi affascinare da panorami e facciate di azulejos. Vi lascio comunque i posti più belli che ho visto in due giorni, con qualche consiglio su come visitarli al meglio.

Il Castello di Sao Jorge
Ho voluto iniziare la mia prima giornata a Lisbona con un panorama dall’alto, per cui ho scelto di arrampicarmi fino al Castello Sao Jorge. E’ una fortezza militare dell’XI secolo arroccata con tutte le sue torri sulla collina più alta della città. La fortezza ha tanti camminamenti da percorrere tra una torre e l’altra, per cercare la vista migliore, un bel giardino e un belvedere con un panorama ampio su Lisbona. Per puro caso abbiamo scelto l’orario migliore per la visita, la mattina presto, prima delle 10. Quando abbiamo finito la visita, fuori c’era una fila incredibile. Quindi appuntatevi questa cosa: meglio visitare il castello la mattina presto. Altra cosa da appuntarsi: scarpe comode perché qui è pieno di scale.

Il Miradouro de Santa Luzia
A parte che dal Castello di Sao Jorge, ci sono tante altre terrazze (miradouro) da cui ammirare Lisbona dall’alto. Il Miradouro de Santa Luzia è forse il più affascinante, sia come punto panoramico sia per la bellezza della terrazza in sé. Immerso nell’Alfama – il quartiere più antico e vivace di Lisbona, con tanti ristorantini dove ascoltare il fado nascosti nei suoi vicoli labirintici che dal Castello di Sao Jorge scendono lungo la collina – il Miradouro de Santa Luzia è decorato con bellissimi azulejos sui toni del blu, e un pergolato fiorito all’ombra del quale contemplare il panorama. Magari non il sabato sera, quando è strapieno di gente.

L’Elevador de Santa Justa
Spostandosi nel quartiere più centrale di Lisbona, La Baixa, c’è una meta imprescindibile che è l’Elevador de Santa Justa. Coprendo un dislivello di circa 40 metri, collega la Baixa al Largo do Carmo, dove da una terrazza panoramica si può ammirare la vista sulla città bassa, e dove si trova un’altra meta imprescindibile, il Convento do Carmo. Oggi è principalmente un’attrazione turistica, ma è indubbio che questo ascensore del XIX secolo abbia un gran fascino, con la sua struttura in ferro, le decorazioni ricercate che hanno un nonsoché di gotico, e le cabine in legno che fanno fare un viaggio nel passato. Per salire sull’ascensore e raggiungere le rovine del Convento do Carmo la fila è lunga – non la mattina presto – , e secondo me non ne vale la pena. Nel senso che si può evitare la fila salendo a piedi fino al Convento dalla retrostante Rua do Carmo, girando poi a sinistra in rua Garret, e di nuovo a sinistra in Calcada do Sacramento – la salita non è poi così faticosa e nemmeno lunga, ci vorranno 10 minuti massimo – e l’architettura dell’ascensore si può apprezzare appieno anche dall’esterno, sia dalla Baixa che dal Chiado. Se comunque volete prendere l’ascensore, ricordatevi che se avete acquistato un biglietto giornaliero per i mezzi pubblici – che vendono in tutte le stazioni della metro -, avete compreso nel prezzo anche l’Elevador de Santa Justa. Sulla cima, come dicevo più su, c’è una piattaforma panoramica da cui ammirare tutta la Baixa. A Lisbona i panorami non mancano di certo. In una passeggiata si va da un miradouro all’altro.

Il Convento do Carmo
Salendo dalla Baixa al Chiado, si trovano le rovine di quella che un tempo era la chiesa gotica più importante di Lisbona, il Convento do Carmo. E’ stato distrutto in gran parte dal terremoto del 1755, ma nell’Ottocento, in epoca romantica, erano così di moda i luoghi in rovina e spettrali che hanno preferito lasciarlo così. E meno male! E’ un incanto con il suo scheletro gotico e il tetto di cielo e nuvole. Ci vedrei bene un reading di Carmilla di Le Fanu dopo il tramonto. O una nottata di cinema all’aperto, a tema vampiresco.


Il MAAT
Il secondo giorno abbiamo deciso di spostarci nella zona di Belem. Qui ci sono la instagrammatissima Torre di Belem, l’affascinante architettura gotica del Monastero dos Jeronimos, e l’altrettanto affascinante LX Factory, per gli amanti dell’archeologia industriale. Ma c’è anche altro sul lungofiume: vicino alla foce del Tejo sull’Atlantico, laddove i grandi esploratori portoghesi del Seicento partivano per grandi avventure nel mondo, c’è il MAAT, il Museo di Arte, Architettura e Tecnologia di Lisbona. Inaugurato solo nel 2016, è un progetto su due fronti. Da una parte il recupero della centrale termoelettrica Tejo, di inizio Novecento, con l’inaugurazione di un museo sull’elettricità e di uno spazio espositivo. Dall’altra una kunsthalle con un’architettura fighissima, fluida e luccicante come l’acqua del Tago, e un tetto che è anche una terrazza panoramica. Tra le altre installazioni artistiche, mi è piaciuta molto Prisma di Vhils: una serie di video al rallentatore che riprendono la quotidianità delle strade di Lisbona, Città del Messico, Hong Kong e altre grandi metropoli, che di sicuro al rallentatore non vanno, proiettati su schermi concavi, e alle spalle pareti di specchi riflettenti, che danno la sensazione di immergersi in un labirinto urbano.


I Consigli finali
A mio parere giugno è il mese giusto per visitare Lisbona se volete essere lì per le Festas de Lisboa: il culmine dei festeggiamenti è il 12 e 13 giugno, ma prima trovate comunque le bancarelle di sardine, la musica, la gente che fa festa per i quartieri storici. Lisbona è una città che merita lunghe passeggiate, e regala gran bei panorami da un miradouro all’altro. A meno che camminare tanto non vi crei problemi, per girare il centro storico potete lasciar perdere la metro. Al Castello di Sao Jorge andate la mattina presto, all’apertura, quando ancora non c’è troppa gente in fila. Al posto del tram E15, per andare a Belem prendete il bus (il 732, sempre da Praca do Comercio): così non verrete schiacciati come sardine. La prima domenica del mese l’ingresso al MAAT è gratuito, se la cosa può interessarvi (il biglietto comprende la kunsthalle e la ex Centrale termoelettrica).