
A gennaio ho dato inizio al mio No Buy Year 2020 (qui le regole che mi sono imposta). I primi due mesi sono già passati – di già?! – e nonostante non siano stati privi di tentazioni, sono riuscita ad arrivare alla fine di febbraio con un buon risultato. Mi ha aiutato pianificare le spese necessarie in anticipo. Ho fatto una lista delle cose che mi servivano, e ogni volta che mi trovavo davanti a una vetrina, o dentro un negozio, e vedevo qualcosa di carino mi chiedevo “questo mi serve davvero? non è nemmeno in lista” e rimettevo a posto (self-control vieni a me!).
Ma andiamo con ordine. Questi due mesi mi sono concentrata in particolar modo sul guardaroba. A gennaio, mentre tutti correvano per i saldi, io diversamente dal solito ho fatto closet shopping. Ho aperto gli armadi, ho messo in ordine abbigliamento, scarpe e accessori, ho ritrovato cose che non ricordavo di avere e che mi piacciono molto, e ho deciso di dare nuova vita ai vestiti più vecchi. Qualcuno lo chiama riciclo creativo. Ho preso per esempio un paio di pantaloni che non usavo più solo perché la lunghezza non mi andava, li ho accorciati tanto da lasciare la caviglia scoperta, e adesso ho un paio di pantaloni che sembrano nuovi. Stessa cosa per altri pantaloni, gonne, jeans. Ho rinnovato il guardaroba senza spendere un euro.
Nel mentre, ho anche ritrovato cose che ancora mi chiedo perché abbia comprato. In realtà so il perché: è stato a causa dell’impulso del momento. Guardare quella roba è stata una lezione: devo imparare a non fare acquisti avventati.
Quando mia madre ha saputo cosa stavo facendo, il mio closet shopping si è trasformato in un “facciamo shopping nell’armadio della mamma”. Ho recuperato capi che arrivano direttamente dagli anni ’80! Ho recuperato cose incredibili. Mia sorella nel frattempo ha scoperto il magico potere del riordino di Marie Kondo e mi ha chiesto se volevo dare un’occhiata tra le cose che non vuole più indossare. Morale della favola: ho fatto altro shopping. Totale spesa: nulla.
Per quanto riguarda le letture, mi sono concentrata sulla mia TBR list – che mi porto dietro da fine 2019 -, tranne che per un titolo che ho voluto acquistare: Questa è l’America di Francesco Costa. Da fan del suo podcast Da Costa a Costa non potevo evitare di prendere il libro. Totale spesa: 9,99 euro.
Per il make-up (come per l’abbigliamento) ho dovuto innanzitutto fare un inventario di ciò che ho. In questo modo ho trovato 3 eye-liner identici: il secondo l’ho acquistato perché non trovavo il primo – che poi ho trovato nella tasca di una borsa -, il terzo perché non trovavo il secondo – che avevo dimenticato in una pochette trucco che uso in viaggio. L’inventario è stato necessario. Come è stato necessario mettere tutto il make-up nello stesso posto. Tenere in ordine il make-up mi aiuta a sapere sempre cosa ho e cosa non ho, ed evitare di acquistare prodotti inutili. Quanto ho speso? Nemmeno 10 euro. Ho preso il mio solito correttore Maybelline che ho trovato in offerta a poco più di 7 euro – spesa giustificata perché quello in uso era quasi finito. Totale: circa 8 euro.
Questi ultimi due mesi ho provato l’abbonamento ai mezzi pubblici, esperienza che ha avuto dei pro e dei contro. Infatti ho perso un po’ di tempo perché per la paura che il mezzo passasse più tardi del solito alla fermata, prendevo quello prima quindi arrivavo sempre largamente in anticipo. Ma devo dire che prendendo il bus ho potuto ascoltare più podcast e audiolibri del solito (se sono concentrata sulla guida non riesco ad ascoltare davvero). Totale spesa: 35 euro al mese (per la benzina spendevo di più).
Per la pulizia della casa, ho preso prodotti sfusi per la lavastoviglie e altri prodotti per le pulizie. E in effetti si risparmia oltre che inquinare meno, perché ogni volta che mi serve di nuovo lo stesso prodotto, riporto il flacone usato precedentemente. Sempre per le pulizie in casa, a fine anno ho preso un rotolo di carta asciugatutto in bambù lavabile, per cui non sto comprando nemmeno cose come i rotoli da cucina o i tovagliolini usa e getta. Mentre per quanto riguarda la spesa mi sono imposta di non comprare nulla che non fosse in lista – pianificare, fare liste, torna sempre utile -, e sono stata attenta alle offerte nei supermercati. Per fare la spesa uso da anni le buste in stoffa, le porto sempre con me: così risparmio evitando di comprare ogni volta le buste di plastica, e inquino meno.
Quindi, ecco cosa ho capito che mi conviene fare per controllare le spese superflue:
1. Pianificare, fare liste a inizio mese, oppure a inizio stagione, per essere consapevole di cosa serve davvero, cosa manca. E poi fidarmi delle liste che ho fatto.
2. Fare un inventario e mettere sempre in ordine, soprattutto quella tipologia di cose in cui so di spendere senza controllo: spesso mi è capitato di comprare qualcosa che credevo mi servisse, poi tornavo a casa e scoprivo di averla già identica o simile. Questa cosa mi è capitata con l’abbigliamento, le scarpe, il make-up, ma anche con la spesa: quante volte non ho controllato cosa avessi in frigo e in dispensa prima di andare al mercato?
[…] precedente update ho parlato soprattutto di pianificazione e closet shopping, e confermo quanto sia utile fare liste e seguirle, per non trovarsi poi a cedere […]
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