No Buy Year 2020. Le mie 6 regole

Roma

Si dice anno nuovo, vita nuova. E nuove sfide da affrontare. E qui sul blog arriva una nuova tipologia di post, con update di tanto in tanto, e tag “no buy 2020”, a causa di una challenge con cui ho deciso di sfidarmi quest’anno, e che spero mi porterà ad avere più consapevolezza di quanto spendo e perché spendo. E perché no, spero mi aiuterà a capire se e come posso mettere da parte il budget che mi serve per progetti importanti (abbiamo cambiato casa e dobbiamo ristrutturarla e arredarla).

Ho iniziato a pensare di fare un periodo “no buy” lo scorso febbraio, quando a Bologna un’amica è entrata due volte in un negozio (la prima volta con me, la seconda da sola perché doveva concentrarsi – così ha detto lei) e ne è uscita con il conto notevolmente alleggerito, confessando poi che la metà delle cose le ha prese solo perché erano troppo carine e non poteva lasciarle lì anche se non le servivano; avrebbe trovato il modo di usarle oppure le avrebbe regalate. Confesso che l’ho subito giudicata. Ma poi ho iniziato a guardare la trave nel mio occhio: credevo davvero di essere così brava nel controllare le mie pulsioni da shopping? o mi veniva facile giudicare la mia amica perché aveva speso un budget consistente in un negozio che vendeva prodotti non di mio interesse? Se fossimo stati in un negozio che mi piaceva come avrei reagito? Ho iniziato un lungo esame di coscienza che mi ha portata a esaminare ogni mia spesa da quel momento in avanti, per capire quanto spendevo inutilmente. Come immaginavo non potevo – non posso – davvero permettermi di giudicare nessuno!

E poi ho scoperto la No Buy Year Challenge e ho deciso che nel 2020 mi sarei messa in gioco anche io. Per un anno mi impegnerò a non comprare più determinate categorie di prodotti – se non quando necessario – e cercherò di ridurre le spese che riguardano prodotti che devo acquistare per forza. Con update sul blog di tanto in tanto.

una mostra alle OGR di Torino

Vorrei risparmiare, imparare a riciclare e sprecare di meno. Vedremo cosa succederà. Ecco le mie regole:

1. Non comprare nuovi vestiti e accessori. Credo di averne abbastanza, e mi sono resa conto che spesso acquisto un capo d’abbigliamento o un paio di scarpe nuove solo perché “sono tanto carini” ma non mi servono davvero. Mi sono accorta che quando finisce una stagione parte delle cose che ho nell’armadio non le ho usate, nonostante mi piacciano. Ho dimenticato di avere nell’armadio quel nuovo maglione, non ho messo su nemmeno una volta quel cappottino, ho dimenticato di indossare tutte quelle paia di scarpe che occupano un sacco di spazio in casa e non uso mai, anche se mi piacciono. Anziché comprare nuovi abiti, scarpe, accessori, vorrei dare vita alle cose che ho già.

2. Non comprare nuovi prodotti beauty e skincare, a meno che non sia necessario. O meglio, acquistare solo i prodotti basilari quando finiscono (fondotinta, correttore, mascara, terra e blush nel settore make-up; crema viso, detergente e tonico, crema corpo e protezione solare nel settore beauty), ma non comprare qualcosa di non necessario. Finire i prodotti iniziati. Non ho davvero bisogno dell’ennesimo rossetto, che spesso compro di colori così simili che sembrano quasi gli stessi. Non ho bisogno dell’ennesima palette, se tanto faccio un trucco occhi un paio di volte l’anno.

3. Non comprare nuovi libri e magazine. Questo punto fa male, ma l’acquisto di libri incide notevolmente sulle mie spese, considerando che tendo a comprarne più del tempo che posso dedicare a leggerli. Non comprare nuovi libri non significa che non leggerò! Ho una lunga TBR sul comodino, non ha senso acquistare nuovi libri quando devo ancora leggerne parecchi presi – o che mi sono stati regalati – nel 2019. Vorrei leggere quelli che ho e ancora non ho letto, usufruire del servizio prestiti della biblioteca (che non uso solo per pigrizia) e fare book-swap con gli amici. E vorrei imparare a controllare l’acquisto compulsivo di libri, limitandomi solo a quelli che effettivamente leggerò, e acquistarne uno nuovo solo una volta terminato il precedente. Basta anche con i magazine (che per me sono approfondimenti giornalistici): vorrei usare di più le risorse gratuite disponibili online, che non mancano. In questa categoria potrei parlare anche di cinema, mostre e teatro, che sono anch’essi intrattenimento: nel 2020 non andrò al cinema a vedere qualunque film, giusto per passare la serata, ma sceglierò con cura; stessa cosa per le mostre e il teatro. Intanto ho abbonamenti a servizi di streaming on demand che non ho intenzione di disdire, quindi film e serie tv non mi mancheranno.

4. Non comprare oggetti di cartoleria. Sembra ridicolo, ma è la verità: ho un problema con questo tipo di oggetti. Ne compro troppi! Non dico di non comprare nuove penne se sono finite, o un nuovo evidenziatore perché ormai il vecchio è scarico. Ma io compro senza controllo penne, pennarelli, evidenziatori, planner, quadernini e agende (soprattutto questi ultimi – seriamente ne ho una valanga) etc.

5. Fare la manicure a casa. C’è chi ha l’appuntamento mensile dal parrucchiere e chi invece – come me – ci va una volta all’anno, ma nel frattempo spende un patrimonio in semi-permanente. Ho deciso che nel 2020 la manicure la farò a casa.

tapas a Barcellona

6. Laddove devo spendere per forza, vorrei cercare però di ridurre gli sprechi. Trasporti: usare meno l’auto e di più i mezzi pubblici; andare a piedi o in bicicletta per muovermi in città. Colazioni/pranzi/cene fuori: solo se è un’occasione speciale. Spesa alimentare e prodotti per la pulizia della casa: qui sto studiando qualche strategia tra lista della spesa per comprare solo l’essenziale e non farsi prendere dalla gola sul momento, e detergenti alla spina che fanno risparmiare e non producono nuovi imballaggi.

Credo di aver scritto tutto. Che la mia No Buy Year Challenge abbia inizio!

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