Un giorno a Graz, tra menestrelli, alieni e passeggiate sull’acqua

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Il Kunsthaus

Ho fatto due volte un tour on the road dell’Austria, toccando ogni volta città diverse. Innsbruck col suo tettuccio d’oro e quell’atmosfera incantata da villaggio delle fiabe immerso tra le montagne. Vienna con i suoi caffé storici, le sontuose sale dello Schönbrunn e le carrozze con i cavalli che ti fanno fare un salto indietro nel tempo. Salisburgo con la sua grande fortezza che domina i tetti barocchi, e con i salisburghesi che anche alle dieci del mattino vanno a teatro in elegantissimi abiti da sera. Linz, con la sua Piazza del Mercato: un’altra fiaba. Villach, fredda anche ad agosto, una piccola perla con i suoi bellissimi laghi e le terme da sogno con vista sulle montagne. Melk con la sua Abbazia che è patrimonio dell’UNESCO, e la biblioteca incredibile de Il nome della Rosa, con alte scaffalature in legno che ospitano circa centomila volumi su due piani. Tutte bellissime. Ma forse la città austriaca che più mi è rimasta nel cuore è Graz. Una piccola perla. Come tanti di quei posti di cui si parla poco e dai quali non ti aspetti nulla, è stata capace di stupirmi.

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La Torre dell’Orologio

Di Graz ho bellissimi ricordi, a cominciare da uno strudel di mele mangiato sul ponte mentre osservavo due canoisti sfidare la corrente del Mur. Sono salita allo Schlossberg, il Castello, con un ascensore di vetro che attraversa la collina, e dalla cabina ho potuto vedere l’interno roccioso della montagna tutto illuminato di blu. Un tunnel verticale che mi ha portata fin sulla cima in mezzo minuto. Arrivata lassù mi sono ritrovata immersa nel verde. Un punto panoramico pazzesco sulla città sottostante, una vera sorpresa. Durante la bellissima passeggiata fino alla Torre dell’Orologio sentivo il suono di un flauto. Era una cosa curiosa. L’ho seguito e tra un sentiero, una torre e un sacco di fiori colorati ho trovato un menestrello che suonava in abiti (pseudo) rinascimentali bianchi e blu.

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Il Murinsel

Ma Graz è bellissima anche ai piedi della collina, dove c’è il Kunsthaus , un centro di arte contemporanea che viene chiamato anche “l’alieno blu”: e in effetti sembra proprio una struttura aliena, una modernissima bolla blu rivestita di plexiglas che si gonfia in mezzo alla città rompendo la continuità dei tradizionali tetti rossi del centro storico. E poi il Murinsel, lì vicino, un’isola di acciaio sul fiume Mur: una bella passeggiata sull’acqua dentro una struttura che ricorda quasi una conchiglia. O una navicella spaziale. Un po’ extraterrestre anche lui. Una passeggiata in uno dei parchi cittadini per riprendermi dal caldo (è lodevole l’attenzione che questa città ha nei confronti dell’ambiente – e che a dire la verità ho trovato in tutta l’Austria), e poi via nelle strade del centro storico, tra palazzi barocchi e rinascimentali.

Graz, ich liebe dich! E vorrei tornare per scoprire le tante cose di te che mi sono persa.

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