Se state programmando una settimana in nord Sardegna on the road per questa estate, vorrei consigliarvi alcuni tra i miei posti preferiti. Sei tappe tra costa e interno dell’isola che si possono percorrere in sei giorni con un’auto, a partenza da Castelsardo, e che secondo me stra-meritano una visita.

Cala Li Cossi
Una caletta romantica e meravigliosa, la mia preferita in Costa Paradiso. Si lascia l’auto al parcheggio del villaggio Costa Paradiso (via La Piana), dove si trova il diving center, e si raggiunge la caletta a piedi, percorrendo un sentiero immerso nella natura. Ogni 3×2 tra le rocce si apre un panorama mozzafiato sul mare e non ci si può non fermare per scattare qualche foto. La passeggiata non è difficile, dopo 10 minuti si arriva alla spiaggia e dietro l’ultima curva del sentiero si apre una bellissima vista panoramica sulla caletta, dall’alto. Da una parte il mare e dall’altra la foce del Rio Li Cossi. Stupenda. Qui la giornata passa in un baleno tra tuffi dalle rocce di granito rosa, snorkeling (perché i fondali sono bellissimi) e giretti con le canoe che noleggiano nell’unico chiosco presente sulla spiaggia. Con la canoa o il kayak si può uscire dalla caletta per ammirare le rocce “da fuori”, modellate dal vento in forme bellissime. Se andate in Costa Paradiso questa tappa è imperdibile.


Valle della Luna
Un luogo incredibile, che ho visto per la prima volta qualche anno fa. Famoso punto di ritrovo degli hippies fin dagli anni ’60. Andate fino a Capo Testa, sulla strada che porta al Faro (un’altra location stupenda) e cercate un parcheggio. Lungo quella strada, nella direzione del Faro, sulla sinistra si trova un cancello di legno: non c’è nessun cartello che lo indichi ma quello è l’ingresso della Valle. Se vi avvicinate al cancelletto pedonale sulla destra, qualcuno ci ha scritto su Valle della Luna (è una zona privata ma è permesso entrarci). Inizia l’avventura! Il primo percorso subito dopo il cancello è semplice, quasi noioso. Poi arriva il bello. Grandi rocce di granito dividono la zona in sette valli, e bisogna arrampicarsi un po’ per arrivare fino al mare. Meglio avere scarpe comode. Camminando camminando ci si lascia alle spalle anche una grande roccia a forma di casco di Darth Fener (!!!). Quando finalmente si arriva alla fine la sensazione è di sbigottimento, o almeno questa è stata la mia sensazione. Sembra di stare in un altro mondo. A causa dell’erosione, sulle pareti di roccia che proteggono la valle si sono formate delle grotte, e di qua e di là si vedono tende che ne coprono gli ingressi, e qualcuno che ci alloggia pacificamente. L’ultima volta che ci sono stata, proprio all’ingresso ho trovato delle bottiglie di vetro piene di tappi, messe in fila indiana. Forse era un messaggio: “Tenete questo luogo pulito”. E infatti era tutto immacolato, stupendo. La definizione migliore è quella che ho letto da qualche parte di paesaggio lunare. Soprattutto quando ci si arrampica sulle rocce per ammirare il panorama sulle Bocche di Bonifacio, si ha la sensazione di essere atterrati sulla luna.


Castelsardo
Terza tappa, imperdibile anche questa. Uno dei borghi più belli di tutta l’isola. Una roccaforte medievale abbarbicata su un promontorio a picco sul mare. Si passeggia per le sue stradine strette, con scalini di pietra, cestinaie (è il paese dei cestini sardi per eccellenza), gatti e fiori ovunque, e ogni tanto tra un muro di pietra e l’altro si aprono ampi sguardi sul mare. E ovviamente il mare ha un colore stupendo, anzi colori, che cambiano da un punto all’altro ovunque si guarda. Per fare una nuotatina sul lato roccioso è meglio avere le scarpe da scoglio, altrimenti c’è la spiaggia La Marina, piccola e sabbiosa, nel centro abitato, e altre spiagge poco più distanti. Bei panorami, mare stupendo, il Castello dei Doria e il Museo dell’Intreccio Mediterraneo.

Nuraghe Santu Antine
La quarta tappa è all’interno, a circa un’ora di auto da Castelsardo (70 km), ed è uno dei complessi nuragici più affascinanti dell’isola, insieme a quello di Barumini. L’ultima volta che ci sono stata mi ha sorpreso (piacevolmente) trovare tanti turisti italiani, alcuni dei quali nonostante fosse estate stavano facendo un road trip della Sardegna lontano dalle spiagge. Mi stupisce un po’ perché la frase che più spesso capto quando mi ritrovo in mezzo a gruppetti di turisti al mare è “tanto in Sardegna non c’è nulla a parte il mare”. E invece c’è molto altro. Entrare in questo complesso vicino a Torralba per me, che pure non sono a digiuno di nuraghi, è stata una grandissima emozione. Percorrere i camminamenti, salire le antiche scale di pietra fino ai livelli più alti, entrare nelle stanze dove un tempo forse si riuniva il consiglio del villaggio per prendere importanti decisioni, passeggiare sui bastioni e dal punto più alto ammirare la Valle dei Nuraghi è stato fantastico. La visita è guidata (e la nostra guida è stata davvero brava): trovate informazioni a questo link.

Spiaggia Lu Litarroni
La quinta tappa è di nuovo una spiaggia. Non ha il romanticismo di Cala Li Cossi, e non è riparata come quella, ma anche a questa si arriva dopo una bellissima passeggiata a piedi, in discesa, in mezzo a una natura esuberante. Si lascia l’auto in un parcheggio a pagamento e si scende a piedi lungo una passerella di legno riempendosi gli occhi di verde e di blu intenso. La spiaggia è molto estesa, ideale per fare lunghe passeggiate. E se andate a metà settembre la trovate quasi deserta, al massimo con qualche nudista.

Basilica di Saccargia
Ultima tappa, e siamo di nuovo all’interno. Questa volta per vedere un’architettura caratteristica della Sardegna romanica. Si trova a circa 50 minuti di auto da Castelsardo, su un promontorio in campagna. La zona circostante l’ho trovata un po’ abbandonata e mi è dispiaciuto, ma Saccargia è così bella che merita comunque una visita. Dall’esterno la sua bicromia bianco-nero fa un contrasto stranissimo con il paesaggio verde in cui è immersa. Sembra che una grande mano l’abbia presa dal suo luogo originario e piazzata lì. All’interno ci sono bellissimi affreschi duecenteschi (tra i pochi di quel periodo storico che si sono conservati in Sardegna), e la storia della chiesa ma anche la leggenda che ruota intorno al suo nome viene spiegata dalla guida. La visita è a pagamento, ma costa poco, circa 3 euro.
E sono arrivata alla fine di queste 6 tappe. Ce ne sarebbero tante altre da percorrere in quella zona della Sardegna, tutte molto belle, ma queste sono tra le mie preferite per un itinerario di sei giorni. Enjoy your trip!
Posti fantastici tutti parlano benissimo della meravigliosa Sardegna, questa estate la mia destinazione è Gallipoli, Puglia. La Sardegna è in lista, chissà quando… 🙂
Complimenti per il post! Ho creato un blog passa se ti va 🙂
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Io invece non sono mai stata in Puglia e vorrei tanto visitarla prima o poi 🙂 Grazie del commento e scusa se ti ho risposto con tutto questo ritardo (devo ancora abituarmi a gestire un blog) 🙂
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